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Caso Infront, Lotito: “Campagna di bugie su di me”

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Lotito risponde a muso duro a riguardo di un suo presunto coinvolgimento nell’indagine della Procura di Milano che riguarda le presunte irregolarità nell’assegnazione dei diritti tv del calcio avvenuti la scorsa primavera. Il nome del patron biancoceleste è tirato in ballo insieme a quelli del presidente del Bari Gianluca Paparesta e  del Genoa Enrico Preziosi. “Da otto mesi a questa parte è in atto ai miei danni una campagna di bugie – le parole di difesa di Lotito a Repubblica – ho letto moltissime cose non vere sul mio conto. Io rispondo a me stesso di quello che ho fatto e non di quello che non ho fatto. Non ho intenzione di commentare in alcun modo le notizie uscite sui giornali. Dico solo che sono dispiaciuto da quello che sta venendo fuori perché sono tutte cose non vere. Ne riparleremo alla fine di questa storia, e allora vedremo qual è la verità”. Per il patron laziale anche la difesa dell’Avvocato Gentile (LEGGI QUI).

INCHIESTA – L’indagine della Procura di Milano – come riporta il Corriere dello Sport – parte in riferimento ai presunti ritocchi al rialzo dei bilanci della società tramite operazioni finanziarie anche strutturate all’estero riconducibili a Infront, la società che gestisce i diritti sportivi e il cui numero uno B. e altri manager sono anch’essi indagati, o a Tax and Finance, il cui socio Andrea Baroni è stato arrestato per riciclaggio in un altro filone dell’indagine milanese. Tali ritocchi ai bilanci avrebbero consentito, secondo l’ipotesi dei pm, di far figurare davanti ai controlli della Covisoc, un determinato equilibrio finanziario dimostrando in tal modo di rispettare i parametri economici richiesti dalla normativa sulle società calcistiche professionistiche. Lotito entra nell’inchiesta per il suo ruolo di componente del Consiglio federale della Figc.

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