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PROBABILI FORMAZIONI – Lazio tornano i big, Torino si ferma anche Vives

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La Lazio riparte dopo la sconfitta di domenica scorsa contro il Sassuolo, ma al tempo stesso caricata dalla roboante vittoria e dalla grande prestazione europea contro il Rosenborg. Può sorridere Pioli che ritrova in extremis Marchetti e Biglia. L’altra novità rispetto a giovedì è il ritorno di Lulic a terzino sinistro, ormai titolare di campionato, e l’impiego dal 1′ di Milinkovic-Savic che a Reggio Emilia era stato uno dei migliori. In attacco Klose è in vantaggio su Matri.

Ventura perde nell’allenamento di rifinitura Vives ma spera di recuperare Prcic alle prese con un attacco influenzale. Molto probabilmente tornerà titolare Bruno Peres mentre in avanti Belotti è favorito su Maxi Lopez.

 

LAZIO (4-2-3-1) – Marchetti; Basta, Mauricio, Gentiletti, Lulic; Onazi, Biglia; Candreva, Milinkovic-Savic, Felipe Anderson; Klose

TORINO (3-5-2): Padelli; Bovo, Glik, Moretti; Peres, Benassi, Prcic, Baselli, Molinaro; Quagliarella, Belotti.

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LA NOSTRA STORIA Silvio Piola, il più grande in assoluto

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Silvio Piola leggendario bomber della Lazio e della Nazionale


A Robbio, un piccolo paese immerso nelle risaie pavesi, il 29 settembre del 1913 nasceva Silvio Piola. Da molti considerato il calciatore italiano più forte di tutti i tempi. Una leggenda del nostro calcio. In oltre ventiquattro anni di carriera con Pro Vercelli, Lazio, Torino, Juventus e Novara, ha realizzato 274 reti in Serie A. Un primato che dura dal 7 febbraio 1954.

Silvio Piola è ancora oggi il capocannoniere storico in Serie A della Pro Vercelli (51 reti), della Lazio (143) e del Novara (70). In Nazionale ha dato il meglio di sé portando gli azzurri di Vittorio Pozzo alla vittoria nel Campionato del Mondo di calcio di Francia del 1938. Segnò cinque reti in quattro partite, tra cui la doppietta in finale contro l’Ungheria. Figura al terzo posto tra i marcatori azzurri di sempre con 30 reti (dietro a Riva e Meazza). Il tutto soltanto in 34 partite in azzurro, con una media gol di 0,88 reti a partita.

Nel 1954 si è ritirato dal calcio giocato. Dopo un’esperienza come allenatore a Cagliari in B e a Piacenza, nel 1957, entrò in Federazione come talent scout e allenatore dei giovani. Ruolo che ricoprì fino al 1976 quando andò in pensione. Affetto dal morbo di Alzheimer morì il 3 ottobre 1996 pochi giorni dopo il suo ottantatreesimo compleanno.

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