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La Juve vince e supera il Milan in classifica. Decide Dybala

Se doveva essere una gara a eliminazione, beh, ciao ciao Milan. Ciao scudetto (obiettivo mai alla portata) e ciao Champions, non tanto per il distacco in classifica, ma per la distanza tecnica che separa questa squadra dalle battistrada. Per la rossa (e nera) "Miss Italia" finisce qui, la Vecchia Signora invece piazza un urletto e torna fra le candidate. Magari non favorita, ma lì, lontana sei punti, per una notte, dalla vetta. La squadra di Allegri passa con un gol di Dybala dopo oltre un’ora di gioco non entusiasmante ma anche senza particolari sofferenze. Alla vigilia della fondamentale sfida col City, Allegri trova la terza vittoria consecutiva in campionato e tre punti che danno continuità e rendono credibile il progetto “Natale in corsa”
GOL E PARATE Ecco, se bisognasse giudicare la prestazione, i campioni d’Italia non sembrano proprio nella forma che garantisce rimonte arrembanti, ma contro questo Milan basta un cross buono, di Alex Sandro, e l’inserimento fra i due centrali di Dybala, zitto zitto alla sesta Joya in campionato. Restando ai personaggi, il confronto da “Vent’anni dopo” fra Buffon e Donnarumma vede il giovane moschettiere rossonero attento sui tiri da fuori e impotente sul gol, mentre quello bianconero è praticamente inoperoso fino al recupero (tiro di Cerci), altro segno abbastanza chiaro di come è andato il match.
CIAO TREQUARTISTA — I tre punti arrivano non senza dolori. Allegri il giorno dopo aver minimizzato la situazione infortuni perde prima del match Khedira, e durante (28’) Evra e poi Hernanes. Sturaro e Alex Sandro sono i sostituti designati dei primi due (meglio il secondo, soprattutto in fase offensiva). Bonucci e Morata partono in panca (probabilmente con vista ManCity), Dybala parte forte, poi cala, poi risale. Al suo fianco agisce Mandzukic, dietro di loro Hernanes, che si segnalerà solo per una punizione deviata (gran riflesso di Donnarumma). Il Profeta va piano, e così il modulo col trequartista non fa male come potrebbe. Dopo 45’ Allegri, complice un problema muscolare, lo toglie, inserendo Bonucci e passando al 3-5-2. La mossa se non altro allarga il fronte d’attacco, concedendo qualche spazio in più a Pogba (che si blocca sulla trequarti) e Dybala, che la dec
TROPPO BRUTTI — Se la Juve passa anche senza essere in versione “La grande bellezza”, questo Milan all’estetica non concede proprio nulla. Il tridente di Sinisa è in realtà un 4-5-1 in cui anche Niang e Cerci sono molto preoccupati della fase difensiva. Ma più di modulo e atteggiamento contano gli errori. Un esempio? Cerci sull’unica palla buona del primo tempo invece di colpire di testa verso la porta cerca una sponda per nessuno. E poi Montolivo e Kucka faticano ad azzeccare un passaggio: così la squadra non tiene una palla che sia una e crea pochissimo (un tiro di Kucka sopra la traversa è l’unico bottino della supposta reazione all’1-0). Bonaventura ci prova da solo, dietro non va malissimo, ma un errore è decisivo per fermare la striscia di cinque risultati utili di fila e far proseguire la maledizione dello Juventus Stadium (5 sconfitte in 5 gare). La risalita non è ancora iniziata. Sarà dura.
Fonte: Gazzetta.it

Biografia autore

Fabrizio Piepoli

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