Seguici sui Social

Arabic AR Chinese (Simplified) ZH-CN English EN Italian IT Russian RU Spanish ES

News

RASSEGNA STAMPA – Obiettivo numero 1 è l’Europa League

Pubblicato

in



E se l’ fosse l’unica, reale possibilità di trovare un senso a questa stagione? Un interrogativo che sembra aderire su misura al deludente primo capitolo scritto, da agosto a oggi, dalla Lazio. Sogno Champions infranto già ai preliminari, un settimo posto in campionato che il ‘like’, da parte della piazza biancoceleste, non può certo pretenderlo: in tre mesi, la sbornia per il podio conquistato lo scorso anno si è esaurita del tutto. Lasciando spazio all’immancabile cerchio alla testa, al senso di nausea per il fresco derby perso e alla difficoltà di produrre ragionamenti e valutazioni con la mente lucida. Eppure è proprio questo il compito a cui è chiamato l’organismo laziale, dalla dirigenza ai calciatori passando per l’allenatore. Di diagnosi da effettuare seduti attorno a un tavolino (o in mezzo al campo di Formello, fa lo stesso), sfruttando la terza e ultima sosta dell’anno solare per le Nazionali, ne emergono tante. Una di queste, ruolini di marcia alla mano, è inequivocabile: la Lazio europea gode di uno stato di salute migliore rispetto alla versione campionato.

IN EUROPA MEGLIO PER PUNTI CONQUISTATI, MEDIA GOL E NON SOLO – Parlano i punti ottenuti nelle due competizioni, innanzitutto: 10 in 4 giornate nel Gruppo G di Europa League, 18 su 12 turni in Serie A. Ossia, l’83,3% dell’intero jackpot a disposizione contro un tondo, ma insoddisfacente 50%. Senza il pareggio a tempo scaduto del Dnipro, nella gara inaugurale del girone, il bottino internazionale avrebbe raggiunto il 100%. In ogni caso, solo Napoli e Rapid Vienna (prime nei rispettivi raggruppamenti con 12 punti) hanno fatto meglio. Eco immediata arriva dai gol realizzati: 9 in Europa (quinto migliore score della competizione), per una media di 2,3 reti a incontro. In campionato sono invece 16 i centri, per una media di 1,3. Stesso discorso per i gol subiti: quattro il giovedì sera (media di 1 a partita), ben 20 nel fine settimana nostrano (seconda peggior difesa, dopo il Carpi ultimo). Volendo far incetta di numeri e statistiche, la Lazio di Europa League è anche più precisa in fatto di conclusioni: 63,6% contro il 44,1%. Ma il succo della questione è già di per sé cristallino: Biglia e compagni viaggiano a due velocità.

BLINDARE IL PRIMO POSTO NEL GIRONE, POI SI VEDRÀ… – Sarebbe strano il contrario, è l’obiezione più istintiva: in un girone abitato da Dnipro, Saint-Étienne e Rosenborg (squadre meno attrezzate della Lazio), altro risultato parziale rispetto alla prima piazza sarebbe stato un mezzo fallimento. La Fiorentina capolista in Italia, ma sconfitta già due volte nel proprio girone europeo, dimostra però che rispettare il preannunciato ruolo da protagonista è già di per sé un obiettivo da non screditare. In Europa League la Lazio trova poi energie preziose da nuovi acquisti quali Hoedt e Kishna, che sull’onda di prestazioni convincenti sperano di riscuotere una maggior considerazione da parte di Pioli anche in campionato. Così è avvenuto con Milinkovic-Savic, oggetto misterioso fino al gol siglato in casa del Dnipro, quindi utilizzato sempre di più dal tecnico emiliano. Insomma, alla Lazio non mancano numeri e motivazioni per spingere sull’acceleratore dell’Europa League, senza per questo tirare i remi in barca in campionato. E se rivali come Borussia Dortmund, Liverpool, Tottenham e le stesse italiane Napoli e Fiorentina partono avanti in una griglia ideale di favorite per la coppa, i biancocelesti possono intanto concentrarsi nel blindare il primo posto nel proprio gruppo (evitando ai sedicesimi le migliori quattro terze della Champions League). Una volta nel rush dei turni a eliminazione diretta, il discorso sarebbe aperto a ogni eventualità. Alla Lazio serve prima di tutto credere di poter lottare al massimo delle proprie risorse. Quella stessa convinzione che finora è mancata in campionato.

PROBLEMA ALLA CAVIGLIA PER , MA STOP CONTENUTO – Un’altra assenza che si è fatta sentire è senza dubbio legata ai gol di Miroslav Klose. Il tedesco, ancora all’asciutto di marcature nelle sue 7 presenze stagionali, rimarrà fermo per il resto della settimana a causa di un problema alla caviglia: “una piccola distrazione della capsula con risentimento infiammatorio”, specifica il medico sociale biancoceleste Roberto Bianchini ai microfoni di Lazio Style Radio. Per l’attaccante però nulla di preoccupante: stop previsto di 3-4 giorni, prima del rientro in gruppo. La sua disponibilità per la gara con il Palermo del 22 novembre non è al momento in dubbio. Mister Pioli attende con impazienza anche il suo contributo.

Fonte : La Repubblica

News

Lazio così non va: distratti in difesa e poco concreti in attacco

Pubblicato

in



Lazio così non va, la sconfitta per 1-4 contro l’Atalanta fa riflettere

Lazio così non va – La prima partita è iniziata con il piede giusto, mentre la seconda con quello sbagliato. Dopo appena due giornate, ci siamo trovati davanti alla prima sconfitta in campionato contro una squadra che si è mostrata più cinica di noi. L’Atalanta non ha giocato com’è abituata a fare, il pallino del gioco l’ha avuto in mano sempre la Lazio che, è riuscita a costruire molte azioni ma tutte sfumate per la poco precisione sotto porta cosa invece che i bergamaschi hanno avuto, con ben 5 azioni totali, sono riusciti a segnare 4 reti, minimo sforso massimo risultato. Ecco dove ha peccato la Lazio, non è riuscita a sfruttare le occasioni che ha capitalizzato, partendo dall’errore clamoroso sull’1-3 da parte di Ciro che avrebbe spalancato la via a un pareggio scoppiettante. Tanti tiri, tante occasioni ma tutte rimpallate o parate dal loro portiere, mentre noi a ogni ripartenza ci facevamo trovare impreparati. La difesa ha ballato, non è stata all’altezza del palcoscenico, 4 gol evitabili, calciatore lasciati completamente da soli come nel caso dello 0-2 quando Hateboar insacca la palla praticamente da solo. Se solo ci fosse stata una concentrazione più elevata, nessuno dei 4 gol sarebbe andato in porto. Manca un difesore di livello (che non arriverà), Patric può giocare, sempre utile alla causa ma contro le big serve altro. Ora testa alta e ripartiamo, l’Inter è il prossimo ostacolo.

Continua a leggere

Articoli più letti

Aggiorna le impostazioni di tracciamento della pubblicità
Copyright ©2015-2020 | TESTATA GIORNALISTICA NAZIONALE Reg. N°152/2015 - ROMA
Il sito e i suoi contenuti sono rilasciati sotto Licenza Creative Commons eccetto dove specificato diversamente.