Eriksson scommette sul calcio cinese. E sull’Italia…

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In sintesi

Torna a parlare l'allenatore del secondo scudetto biancoceleste È ben Goran Eriksson. Lo fa dalla Cina, dove, dopo la prima esperienza con il Guangzhou, attualmente siede sulla panchina dello Shanghai, con il quale ha da poco alzato al cielo il suo primo trofeo extra europeo.

Cosa sapere
  • Torna a parlare l'allenatore del secondo scudetto biancoceleste È ben Goran Eriksson.
  • Lo fa dalla Cina, dove, dopo la prima esperienza con il Guangzhou, attualmente siede sulla panchina dello Shanghai, con il quale ha...
  • Una scelta di cui il tecnico svedese non si è affatto pentito, convinto che il futuro del calcio sorgerà proprio all'ombra della...
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Torna a parlare l'allenatore del secondo scudetto biancoceleste È ben Goran Eriksson. Lo fa dalla Cina, dove, dopo la prima esperienza con il Guangzhou, attualmente siede sulla panchina dello Shanghai, con il quale ha da poco alzato al cielo il suo primo trofeo extra europeo.

Torna a parlare l’allenatore del secondo scudetto biancoceleste È ben Goran Eriksson. Lo fa dalla Cina, dove, dopo la prima esperienza con il Guangzhou, attualmente siede sulla panchina dello Shanghai, con il quale ha da poco alzato al cielo il suo primo trofeo extra europeo. Una scelta di cui il tecnico svedese non si è affatto pentito, convinto che il futuro del calcio sorgerà proprio all’ombra della Grande Muraglia: “Sono convinto – le sue parole ai taccuini de L’Equipe – che tra 10-15 anni i cinesi riusciranno a vincere perfino la Coppa del Mondo. Il futuro è davvero luminoso per questo paese e io sono fortunato ad essere capitato al posto giusto nel momento giusto. Quando ero in Italia, negli anni ’90, tutti volevano venire a giocarci perché c’era il miglior calcio. Negli anni 2000, invece ero in Premier e tutti volevano giocarci. Adesso mi sembra che ogni giocatore punti a giocare in Cina e questa è una grande cosa per il calcio in questo paese“.