I semafori potrebbero andare in pensione – Utopia o verità?

Ultime News

La Lazio appartiene a chi la difende

Nell'aria si respira una tensione palpabile. La partita Lazio-Sassuolo...

La Lazio vince, ma il vuoto dei tifosi fa male: quanto conta il loro calore?

Vittoria importante per la Lazio contro il Sassuolo, ma...

Calciomercato Lazio, idea Berardi: è lui l’esterno ideale per Sarri

Il calciomercato della Lazio sarà un argomento scottante per...

Scontro tra Lotito e i tifosi della Lazio, il presidente è furioso: il motivo

"Ad un'azione corrisponde una reazione uguale e contraria". Questo...
PUBBLICITA

Quante volte vi è capitato di imbastire liti e alterchi di ogni genere davanti ad un semaforo, per precedenze, transiti e quant’altro?

I migliori barzellettieri d’Italia e non, hanno fruito degli innumerevoli racconti dei poveri sventurati e malcapitati passanti, auto muniti o pedoni in transito per costruirsi carriere lunghe e fruttifere.

Ebbene adesso tutto potrebbe svanire, l’oggetto del desiderio di molti litigiosi potrebbe andare in pensione. Certo non a breve sia chiaro, però c’è un progetto per far si che un domani il “nostro” amato semaforo stradale possa entrare nel museo delle “rarità”.

LA SOLUZIONE – Il team di ricerca ha sviluppato un nuovo sistema per la viabilità degli incroci che prende spunto dalla gestione degli aerei ed aeroporti, chiamato sistema a “slot”. Questo sistema garantisce ad ogni veicolo uno “slot” appunto, ossia uno spazio temporale personalizzato per attraversare l’incrocio, eliminando in questo modo la necessità di fermarsi tipica dei semafori. La velocità dei veicoli viene controllata in modo che ogni auto raggiunga l’incrocio in corrispondenza dello“spazio” assegnatole come fossero sulla pista di un aeroporto. Il tutto grazie ad un algoritmo ed a tecnologie già esistenti su molte autovetture che permettono alle stesse di dialogare tra loro.

IL DUBBIO – La domanda è riuscirebbero tutti quei “guidatori” diciamo “poco” avvezzi a rispettare le regole (di normale divulgazione), a cimentarsi in una tale congettura spazio-temporale?