SERIE A

Classifica Serie A

Giornata 11
#SquadraPGDRPt
1Lazio11+1629
2Roma11+2127
3Inter10+1325
4Como 190710+1023
5Milan10+921
6Frosinone11+920
7Juventus10+317
8Bologna11+217
9Cagliari11-516
10Napoli11+415
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Gregucci: “Mi dispiace per Pioli, ha pagato il meno colpevole. Lotito? Passerà…”

Aggiungi come fonte preferita su GoogleSeguici più facilmente nelle notizie consigliate Non si vogliono placare le discussioni inerenti l’esonero dell’ormai ex tecnico biancoceleste Stefano Pioli: da Delio Rossi a Marco Ballotta, tutti sono concordi del fatto che pur avendo le sue colpe non è Pioli il responsabile di questa situazione ma...

Non si vogliono placare le discussioni inerenti l’esonero dell’ormai ex tecnico biancoceleste Stefano Pioli: da Delio Rossi a Marco Ballotta, tutti sono concordi del fatto che pur avendo le sue colpe non è Pioli il responsabile di questa situazione ma qualcun altro…
Al coro dei Pro-Pioli si è aggiunto anche l’ex difensore biancoceleste Angelo Gregucci. L’attuale allenatore dell’Alessandria è intervenuto ai microfoni di Radio sei per parlare del momento Lazio. Queste le sue parole:

IL DERBY  – “Domenica sono crollati tutti gli ideali, lo stadio era di una tristezza incommensurabile. Sì, i ragazzi hanno mille ragioni per non andare, ma non è più lo stesso derby. Quello fatto di tante aspettative, emotività, colori. Si poteva fare meglio, anche se il divario c’è. La Lazio ha provato a reagire, ma queste sfide sono fatte di episodi. Non avendolo visto, sono veramente distante dalle analisi sulla partita. Ci si aspettava però una prova gagliarda.

PIOLI – L’ex difensore della Lazio non ci sta, ritiene che a pagare sia stato il meno colpevole: “Ora paga l’allenatore che è il meno responsabile. È mancato tuttavia anche quell’elemento da cui trarre il senso di appartenenza, da cui far derivare tutto. Parlo di un riferimento forte, nato in caso che possa contaminare gli altri. Serviva infatti giocare una partita minore a livello tecnico, ma diversa sul piano agonistico. Mi dispiace per Pioli, anche se qualcosa ha sbagliato. L’anno scorso ha fatto giocare alla sua squadra un calcio moderno che non vedevamo da quindici anni con grandi soluzioni di gioco, gli avversari venivano asfaltati. Si era creata un’onda da cavalcare, un apice di entusiasmo di cui ha gran merito proprio l’allenatore. Questa stagione è nata invece con grande pessimismo, l’estate quell’onda l’ha azzerato. Anche contro il Bayer Leverkusen, si poteva fare di più, ma il calcio italiano parte sempre in ritardo. La logica non può fare a pugni con la ragione. La linea di difesa era a metà campo, l’allenatore non può essere cambiato così in un anno. L’assenza di de Vrij certamente ha pesato molto”.

I VERI RESPONSABILI –  “Bisognava rischiare, puntando su un fuoriclasse da compensare poi con l’accesso ai gironi di Champions League. Io con Lotito ho anche lavorato e ho stima di lui, lavora ininterrottamente. Bisogna programmare con logica, a partire dal senso di appartenenza. L’importante è crescere uno zoccolo duro in casa. Il problema principale è il disinnamoramento. Come nel caso del Manchester United, bisogna partire dai giovani del Settore Giovanile. La Lazio ha ottenuto grandi risultati e dovrebbe avere i migliori giovani del panorama italiano, ma non è così. In definitiva sono tutti responsabili, non ci sono percentuali di colpe. Lo siamo anche noi, bisogna andare allo stadio“.

LOTITO – “Lotito passerà come tutti, ma bisogna andare allo stadio come tutti. Serve un grande senso di appartenenza. Ci dimentichiamo che meno di un anno fa migliaia di tifosi erano a Formello. Alcuni contenuti di Lotito vanno bene, altri no. Si sono raggiunti comunque due preliminari di Champions League in una storia come quella laziale fatta di poche partecipazioni. Una storia piuttosto di contenuto e sentimento. Resta l’errore in alcuni tipi di programmazione, il settore giovanile della Lazio non porta giocatori alla prima squadra. Bisogna cambiare il modo di valutare il calcio: senza soldi vanno valutate soluzioni alternative”.

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