Roma – Stop al fumo anche nei parchi pubblici: multe ai trasgressori

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Dal 15 giugno fino al 30 settembre niente più fumo nelle aree verdi e nei parchi pubblici della Capitale. Toglietevi dalla mente barbecue e sigarette all’aria aperta nel verde pubblico, le passeggiate nei boschi, nelle pinete o nelle tante ville romane con la sigaretta accesa tra le dita, pena multe salate ai trasgressori.

Quella firmata l’11 maggio scorso dal commissario straordinario Francesco Paolo Tronca è un’ordinanza che punta più alla tutela del verde che alla salute dell’individuo. Una serie di misure, adottate in via pretentiva, a causa dei tanti incendi che si verificano nel periodo estivo. Non solo sono proibite le sigarette ma non si potranno accendere fornelli e fuochi o organizzare “braciolate” con griglie nel verde pubblico della Capitale. Tutte azioni che, tanto più con l’arrivo del caldo, rischiano di innescare roghi a volte incontrollabili.

Inoltre l’ordinanza prevede «il divieto assoluto di accendere fuochi per bruciare sterpaglie e residui di vegetazione» al fine di «pulire terreni, pascoli, prati o per rinnovare il manto erboso». Roma, anche se per un breve periodo, segue positivamente l’esempio di molte altre città, da Milano a New York, dove i mozziconi sui prati sono banditi e i parchi sono aree dove il fumo è vietato.

Tra i divieti «quello assoluto di accendere fuochi per bruciare sterpaglie da pascoli, prati e terreni abbandonati». Vietato anche «far brillare mine o usare esplosivi, usare apparecchi a firma o elettrici per bruciare metalli, usare motori e fornelli che producano braci, fumare o compiere altre operazioni che possano arrecare pericolo di incendio». L’uso del fuoco è consentito «a coloro che per motivi di lavoro sono costretti a soggiornare nei boschi, solo per il riscaldamento o la cottura delle vivande, adottando le necessarie cautele del caso», «per l’accensione di fuochi in appositi bracieri in aree appositamente realizzate nei giardini privati o condominiali sempre adottando le precauzioni del caso» e «ai privati che eseguono attività ricettiva e in occasione di eventi di interesse sociale previa autorizzazione dell’autorità competente».