SERIE A

Classifica Serie A

Giornata 11
#SquadraPGDRPt
1Lazio11+1629
2Roma11+2127
3Inter10+1325
4Milan11+1124
5Como 190710+1023
6Frosinone11+920
7Juventus10+317
8Bologna11+217
9Cagliari11-516
10Napoli11+415
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Pirlo: “La Spagna ci teme ma domani ci mancherà Candreva”

Aggiungi come fonte preferita su GoogleSeguici più facilmente nelle notizie consigliate “Non credo che l’Italia abbia così tanta tanta nostalgia di me” – dichiara Andrea Pirlo a La Gazzetta dello Sport – “Sta facendo bene anche senza Pirlo. E farà bene, vedrete. Io, invece, ho tanta nostalgia della Nazionale, ma lo sapevo già....

“Non credo che l’Italia abbia così tanta tanta nostalgia di me” – dichiara Andrea Pirlo a La Gazzetta dello Sport – “Sta facendo bene anche senza Pirlo. E farà bene, vedrete. Io, invece, ho tanta nostalgia della Nazionale, ma lo sapevo già. Anche se solo quando ti metti davanti alla tv e senti ancora adrenalina addosso capisci quanta ne hai. Italia-Spagna arriva troppo presto: la ‘Roja’ avrebbe dovuto vincere il suo girone, poteva essere una bella finale. E anche una bella rivincita per noi, ma una rivincita vale anche negli ottavi. Siamo abituati: quattro anni fa Inghilterra, Germania e Spagna, una dietro l’altra. Magari è buon segno. Secondo me i più preoccupati sono gli spagnoli: giocare contro l’Italia non è mai facile, e contro questa Italia neanche. Sono i favoriti perché fanno ancora il calcio migliore, però adesso contro di loro puoi provare a giocare. All’ultimo Europeo era quasi impossibile”.

Anche per Pirlo l’Italia è un mix fra Atletico Madrid e Barcellona: “Sì, perché l’Italia sa difendersi bene come l’Atletico, ma come il Barcellona sa attaccare in modo superorganizzato, con giocate fatte a memoria. Il 3-5-2 ti aiuta a coprire bene il campo e a mettere molta pressione sul portatore di palla: non lo diciamo solo io e Xavi che per loro è un sistema fastidioso, lo dicono la prima partita dell ’ Europeo 2012 in Polonia, l’Olanda, il Cile. Lo dice la storia. Dopo essermi allenato per tre anni con Antonio Conte: poter lavorare tutti i giorni con la squadra gli permette di dare una sua impronta precisissima. Organizzazione: uno o l’altro per lui non cambia niente, ogni giocatore sa quello che deve fare fino al più piccolo dettaglio. E la sensazione che hai, quando poi vai in campo, è di poter fare male all’avversaria in qualunque momento”.

Sulla mancata convocazione: “Io credo che ognuno di noi abbia un dovere, ad un certo punto: rendersi conto di quanti anni ha e di che cosa può dare. Dunque se fai una scelta come quella di giocare in America, pensi prima a che cosa vai incontro: se la mia priorità fosse stata l’Europeo, sarei stato un altro anno alla Juve. Nel momento in cui ho deciso di andare a New York, automaticamente le cose fra me e il c.t. sono state chiare: ‘Se ha bisogno di me ci sono, se chiama qualcun altro la capisco’. Non vedendomi spesso come gli altri, Conte non poteva conoscere le mie condizioni come quelle degli altri. E ha chiamato degli altri”. Bene Ventura per il dopo Conte: “Ha più o meno le stesse idee: mi pare l’allenatore giusto per portare avanti un progetto fondato anche sulla valorizzazione di un nuovo ciclo di giovani, che crescono bene. Verratti è il più simile a me? Forse. Di sicuro sarà il prossimo leader dell’Italia: ha tutto per esserlo. In Europa sinceramente non vedo giocatori che mi assomigliano: per fortuna, vederne uno adesso forse mi dispiacerebbe ancora un po’. Punizioni? Dovrebbero batterle Candreva, che ha un buon calcio ma mancherà contro la Spagna e Insigne che ha buone soluzioni. Primo rigorista De Rossi, oppure Bonucci: gente abituata ad avere delle responsabilità”.

 

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