La cessione di Candreva finanzia il mercato biancoceleste. Lotito gongola

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Si chiude una nuova sessione di mercato e il presidente biancoceleste Claudio Lotito anche questa volta gongola. Infatti, come già successo in altre occasioni, a finanziare gli acquisti della squadra biancoceleste è la cessione di un giocatore. Questa volta è toccato ad Antonio Candreva, che è stato ceduto all’Inter. Come riporta Calcioefinanza.it, infatti, i 22 milioni incassati dalla Lazio dalla società milanese permettono una plusvalenza che, con il risparmio di ammortamento e quello dello stipendio del giocatore, copre gran parte dei colpi in entrata del mercato appena concluso. Ma andiamo con ordine, nella nostra simulazione dei conti, partendo proprio dagli acquisti.

A parte il portiere Vargic acquistato a gennaio i colpi sul mercato dei biancocelesti sono sei. Il più importante è quello di Ciro Immobile, sbarcato a Formello dopo sei mesi in prestito dal Siviglia al Torino. Agli spagnoli il club biancoceleste ha dato 8,5 milioni per il cartellino ed all’attaccante 2 milioni netti per lo stipendio per 4 anni. Ma Lotito non si è fermato mettendo in essere il calciomercato più costoso della sua era da numero uno della Lazio: sono arrivati anche Bastos, Leitner, Luis Alberto, LukakuWallace, per una spesa di 35 milioni e un impatto a bilancio di circa 24,2 tra ammortamenti e stipendi.

Praticamente da sola la cessione dell’esterno della nazionale ha finanziato tutti i colpi in entrata. I 22 milioni incassati dall’Inter, infatti, avranno un impatto positivo sui conti biancocelesti per 24, grazie alla plusvalenza di 19,7 milioni, al milione dell’ammortamento risparmiato e ai 3,6 milioni di ingaggio risparmiato.

Il resto lo hanno fatto i contratti in scadenza di Klose, Mauri, Bisevac, Braahfeid e Konko, che hanno permesso un buon risparmio sugli ingaggi (intorno ai 9 milioni di euro lordi in tutto). Plusvalenza anche per Onazi, ceduto al Trabzonspor per 3,5 milioni di euro. Insomma, l’impatto sul bilancio sarà in complesso positivo, con un +17 milioni tra affari in uscita e in entrata, con calo degli stipendi di circa un milione e un aumento di circa 7 per gli ammortamenti.