Manoni: “Cardelli è un ragazzo con la testa sulle spalle, bisognava aiutarlo non voltargli le spalle”

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Le frasi denuncia pronunciate da Filippo Cardelli su Facebook hanno suscitato interesse e scalpore nel mondo del calcio. Sono in tanti a commentare e ad accusare l’ex giovane biancoceleste di razzismo ma a prendere le parti dell’ex compagno ci pensa Francesco Manoni che intervenendo ai microfoni di TMW Radio ha commentato:

Se uno vuole andare in palestra prima deve poterlo fare invece molto spesso per la società è un peso fargli usare le proprio attrezzature. Lui non ce l’ha fatta più e non ha resistito ma non è giusto far sfumare un sogno a diciotto anni. E’ il problema del calcio. Giocavamo assieme in quel gruppo, alla prima di campionato a Pescara lui realizzò una rete. E’ un bravo ragazzo, uno con la testa sulle spalle, lavorava giorno e notte. Nel calcio non si può prevedere nulla. Avrebbero dovuto aiutarlo, io sono dell’idea che quando un giocatore sente la fiducia può dare il meglio di se stesso, mentre se questa viene meno di conseguenza si cala mentalmente e si arriva a un limite di sopportazione che ti porta a dire basta. Per lui questo momento è arrivato ieri. Gli auguro di continuare gli studi, ci siao sentiti questa mattina e abbiamo parlato molto. Nei miei confronti la società si è sempre comportata bene. Quello di Filippo non è stato un discorso razzista: si parla di un ragazzo che non ha ricevuto ne’ le cure giuste ne’ un trattamento equilibrato. Un ragazzo, straniero o italiano che sia, se viene tesserato deve avere un trattamento giusto. Ormai il calcio è un sogno, le motivazioni bisogna trovarsele da soli. I giovani devono avere la fame di arrivare perchè chiunque vorrebbe essere al loro posto. E ci vuole anche molta fortuna, va coltivata”.