Lo Monaco: “Bielsa occasione persa. Non reputava la Lazio pronta…”

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L’ad del Catania Pietro Lo Monaco ai microfoni di Radio Incontro Olympia ha parlato della Lazio ed è tornato sulla vicenda Bielsa.

Lo Monaco ha elogiato i supporters biancocelesti: “Il tifoso laziale è come quelli del Catania. Non sono semplici tifosi, ‘sentono’ la loro squadra. I biancocelesti sono passionali, un patrimonio importante che non dovrebbe mai essere disperso. La Lazio dovrebbe ritagliarsi uno spazio fisso nelle competizioni europee e chi la gestisce dovrebbe tener conto di questo. Non è una tiratina d’orecchio ma certe volte ci si puntualizza su principi che magari non hanno basi a discapito dell’amore della propria gente. Lo spettacolo è per i tifosi e noi addetti ai lavori dovremmo avere un atteggiamento di solidarietà con loro per poter sviluppare questo sentimento. Le partite con lo stadio vuoto, pur contando che le TV mantengono il movimento, sono tristi”. La Lazio di oggi: “Adesso può essere competitiva alla luce del livellamento del campionato italiano. Siccome i posti utili per l’Europa ci sono, i capitolini hanno l’obbligo di puntarci”.

Da Bielsa a Inzaghi: “La scelta di un tecnico giovane ci sta, ma non ci sta come rimedio. Debbo dire che Simone sta dimostrando di avere delle buone capacità ma evidentemente per Bielsa la Lazio non era pronta. Personaggio di statura internazionale, allenatore tra i più bravi al mondo, ma un uomo particolare. Ci sta che per un niente chiuda i rapporti, arrivederci e grazie”. Il sogno Bielsa durato diverse settimane: “Conosco Marcelo e un pochino anche Lotito. Magari gli sono state promesse delle cose che poi il tempo non ha permesso che si concretizzassero subito e quindi ha permesso a Bielsa di rompere un rapporto e alla Lazio di gridare allo scandalo. Ma lui è così. Se prometti una cosa e non mantieni soprassiede a qualsiasi tipo di discorso. Lui si basa sulla progettualità.

Secondo me era proprio il profilo giusto per questa piazza, per far riavvicinare la gente e creare un piano tecnico di livello. Al Cile ha fatto fuori mostri sacri. Non guarda la carta d’identità, il nome. Guarda solo il campo. È più un’occasione persa dalla Lazio che da Bielsa”. Il ds Igli Tare: “Non mi permetto di dare giudizi su un direttore sportivo giovane. Lui lavora con il budget che gli mette a disposizione la società e sta alla sua capacità industriarsi in giro per il mondo per trovare talenti. Troppo facile lavorare col portafogli in mano sul prodotto scontato. Dove manca probabilmente è in questo, lo scovare giocatori buoni nel panorama calcistico mondiale”.

Fabrizio Piepoli