Fiore: “Roma superiore alla Lazio ma nel derby…”

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Dopo la vittoria contro la Sampdoria, la squadra di Inzaghi ha dimostrato di essersi ripulita dalle scorie del derby. Una vittoria convincente che ha esaltato anche l’ex centrocampista biancoceleste Stefano Fiore: “Mi aspettavo la reazione perché la Lazio ha sempre fatto intravedere di essere una squadra tosta e solida. Non è una partita, tra l’altro giocata bene fino al gol della Roma, a dover far cambiare la mentalità di una squadra. Certamente poteva esserci un contraccolpo psicologico, ma la squadra ha reagito bene: un segnale importante che questi ragazzi possono dire la loro fino alla fine”.

Queste le parole di Fiore a laziopolis.it, che poi ha continuato la sua disanima parlando della stracittadina: “Nel derby la squadra di Inzaghi non ha sfigurato. Ha giocato bene i primi 20 minuti, poi dal secondo tempo, i giallorossi sono cresciuti. Il fatto di aver tenuto testa a una squadra forte come la Roma, costruita con ambizioni diverse, è un segnale che ha dato comunque fiducia ai biancocelesti. Poi è ovvio che la partita alla fine è stata persa per un episodio, ma questo fa parte del calcio. L’importante è mantenere le certezze acquisite durante le scorse partite”.

Per la corsa Champions: “Continuo a pensare che ci siano squadre più forti della Lazio. Il Napoli è in ripresa e sta tornando ad esprimere un ottimo calcio: dopo tutto è una squadra che da 2 anni può essere considerata l’anti Juve. Credo che i biancocelesti si possano inserire tra le prime tre solo se quest’ultime steccheranno: togliendo ovviamente la Juve,  sia Roma che i partenopei sono superiori a livello di organico. Se la può giocare con il Milan per il quarto posto.Poi ci sarà il mercato di gennaio che potrebbe spostare alcuni equilibri”.

Sul calciomercato: “Interverrai sugli esterni di difesa. Soprattutto sulla fascia sinistra, non ci sono giocatori titolari fissi: si stanno alternando Lulic e Radu, ne servirebbe uno di ruolo per dare delle alternative differenti.  Servirebbe anche un vice Biglia per avere più completezza a centrocampo: quando manca l’argentino, Inzaghi non possiede un giocatore con caratteristiche simili”.