Cucchi cuore laziale: “Vi racconto com’è nato il mio amore per la Lazio”

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Dopo 38 anni, Riccardo Cucchi ha appeso il microfono al chiodo e domenica scorsa Inter Empoli è stata la sua ultima radiocronaca a Tutto il calcio minuto per minuto. Ha quindi svelato di essere sempre stato un tifoso laziale.

Cucchi a Radiosei ha raccontato la sua lazialità: “Tifo Lazio da quando sono piccolissimo. Papà mi portava allo stadio, pur essendo tifoso del Torino, da quel momento è nato un vero e proprio amore. Mi batteva sempre forte il cuore e ho vissuto i momenti più belli. A fine anni 60 era una Lazio che ci faceva soffrire molto, oscillando tra serie A e B. Anche io da giovane andavo in trasferta in giro per l’Italia, ero abbonato poi in Curva Nord. Era un altro calcio: addirittura nel derby le tifoserie erano mescolate tra loro, c’era più romanticismo. Ho vissuto bei momenti da tifoso, era tutto molto bello”.

Lo scudetto del 2000: “La passione per la radio nasce in contemporanea. Quando ho iniziato a mangiare calcio, mi chiudevo la domenica nella mia stanzetta per ascoltare le grandi voci come Ciotti, Ameri e Provenzali. Mi sono appassionato della radio e ho sognato di fare questo mestiere. Tra l’altro il 12 maggio del 1974 ero in Curva a vedere Lazio-Foggia con il transistor incollato all’orecchio. Quando Ameri gridò ‘La Lazio è Campione d’Italia’ ho sognato un giorno di farlo anche io. Immaginate allora il mio stato d’animo quel giorno del 2000. È stata una serie di circostanze fortunate per me, non potevo immaginare la dinamica di quella domenica. Ricordo anche il primo derby di Di Canio, quando non sono riuscito a commentare la rete del vantaggio perché festeggiato con abbracci troppo calorosi nella mia cabina”.

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