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Primavera e “prima volta”: quando un tesseramento diventa rito biancoceleste

La Lazio Primavera mette nero su bianco il tesseramento di Francesco Gatto, centrocampista classe ’07. Nel calciomercato giovanile, ogni arrivo e ogni uscita raccontano continuità: la promessa passa anche dai dettagli con cui si costruisce domani, dentro lo stesso linguaggio biancoceleste.

Dal bilancio al campo: il mercato dei terzini e la Lazialità delle scelte

Tra cessioni come quella di Tchaouna e il nodo terzini (Lazzari e Pellegrini al centro di un possibile addio), la Lazio entra in una fase in cui il conto economico diventa linguaggio di rosa: sostenibilità, equilibrio e continuità tra presente e memoria.

Da “mettere l’elmetto” a Pulici junior: la presentazione di Gattuso e il linguaggio operativo della Lazio

Nella cornice societaria della Lazio, l’arrivo di Rino Gattuso è stato raccontato anche come cambio di grammatica: poche promesse, lavoro quotidiano e chiarezza. Tra l’idea di certezze richieste al mercato (anche dopo la cessione di Gila) e il richiamo alla speranza incarnata da Pulici junior, la conferenza diventa un piccolo patto biancoceleste: resistere all’incertezza senza perdere eleganza.

Lazio punta su Dominguez per rinforzare la difesa: Fabiani pronto al nuovo viaggio in Croazia

La difesa della Lazio continua a essere un settore...
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STADIO DELLA ROMA – Tifosi giallorossi in subbuglio: il perché nei numeri

I numeri sono impressionanti e non mentono mai. Senza lo stadio nuovo la Roma (e chi dice tutto il calcio italiano) rischia di far aumentare a dismisura il gap che già esiste con le squadre del resto d’Europa. In Italia sono poche le società proprietare di infrastrutture di nuova generazione. Per ora solo Juventus, Sassuolo e Udinese. Società che ne hanno ricavato non ben pochi benefici.

Ma il nostro paese da questo punto di vista è molto indietro. I migliori campionati del continente da tempo hanno fatto scelte e investimenti in tal senso. Un impianto di proprietà moderno può valere decine di milioni di euro. La crescita dei ricavi sarebbe davvero notevole. Oltre la vendita dei biglietti bisogna aggiungere le entrate di tutto ciò che c’è intorno. La sostenibilità finanziaria verrebbe garantita dagli investimenti residenziali e commerciali legati allo stadio.

IL DIVARIO TRA LA JUVENTUS E LE ALTRE

L’esempio è la solita Juventus, unica tra le grandi a possedere un proprio impianto. A parte l’effetto che ha avuto sulla squadra, in casa ha sempre vinto perdendo dal 2011 a oggi solo tre volte, il vero guadagno arriva dagli incassi al botteghino. Nella stagione 2010-2011, l’ultima nel vecchio stadio, la società bianconera aveva registrato alla voce ricavi solo 11,6 milioni di euro. Ma, come riportato da Panorama.it, dall’arrivo dello Stadium i numeri sono impressionanti. 31,8 milioni nel 2011-2012, poi sempre in crescita fino al record di 51,4 milioni.

La Roma, che sogna di entrare nell’elite del calcio italiano ed europeo, è notevolmente indietro. L’investimento sullo stadio serve a iniziare il percorso. Interessa alla società, ai tifosi e al resto del calcio italiano che non può contare solo sulla Juventus. Nella stagione 2015-2016 secondo il rapporto Deloitte Football Money League la società bianconera con i suoi 43,7 milioni di euro non è rientrata nenche nella Top10. Il club giallorosso (28,4 milioni) è 15° per fatturato e 16° complessivamente.

La Premier League supera i 500 milioni di euro solo considerando le grandi (Chelsea, Liverpool, Arsenal e i due Manchester). A parte la Liga (Barcellona e Real Madrid) le squadre degli altri campionati stentano. Un gap destinato ad aumentare come quello delle partnership commerciali. Per questo motivo lo Stadio della Roma serve a Pallotta. Ma non solo. Anche Milano dovrà darsi da fare per costruire il futuro del nostro calcio.