Ha imparato guardando Gerrard. Al Napoli ha segnato quattro reti con tre squadre differenti. La prima con la maglia del Cesena (il suo primo centro in A). Poi due con il Parma e una con la Lazio.
CENTROCAMPISTA-GOLEADOR
Marco
Parolo è un centrocampista che si camuffa spesso da attaccante. Le squadre alle quali ha segnato più reti sono il Milan (5) e il Napoli (4). Per lui 35 reti in 234 presenze in serie A. E' il terzo centrocampista-goleador tra quelli in attività. Dietro solo a
Hamsik (92 gol in 350 presenze col Napoli) e De Rossi della Roma (37 reti in 412 presenze con la Roma).
UNA SPINA NEL FIANCO
Parolo è il Gerrard della
Lazio, una miniera per
Inzaghi. Ogni scatto è un bruciore tra le costole degli avversari, ogni affondo ha l’intelligenza di portare risorse agli attaccanti o di generare gol. Se ne sta tutto acquattato, scatta a molla e lo fa di continuo. E’ decisivo a tutto campo, una chiave preziosa in ogni partita, soprattutto quando le file sono strette. Non a caso si invocano undici
Parolo, è il calciatore ideale per qualsiasi tecnico. Il suo filtro è rabbioso, i suoi rammendi febbrili. Gioca sprigionando furore dalle narici e scintille intelligenti. Colpisce di fioretto, non è prigioniero degli schemi. Copre, attacca. Pochi in Italia e forse in Europa sono bravi come lui.
Parolo ha un conto aperto con il
Napoli ed è la risposta migliore che
Inzaghi può oppore nel big match contro Sarri e Hamsik.
IL MAESTRO
Sin da bambino gli è piaciuto fare gol:
«Mi è sempre piaciuto calciare la palla, anche in casa». A forza di calciare si è imparato a segnare. Un ringraziamento speciale lo deve a
Mario Bortolazzi.
Parolo, come riporta
Il Corriere dello Sport, ha lavorato con Donadoni e Bortolazzi quando era a Parma. E qui ha sviluppato ulteriormente l’arte del tiro, la capacità di battere a rete, la mira per fare centro.
Bortolazzi era un buon centrocampista dotato di un tiro eccellente. Lo ha sbloccato e ha perfezionato la sua dote, rendendolo più sicuro. Da Parma in poi il bottino di reti è aumentato. Il centrocampista biancoceleste è un giocatore raro, spicca in vari elenchi. Si è classificato anche come uno dei due giocatori che hanno vinto più contrasti in A. Il primo è
Felipe Anderson (71), il secondo è lui (65).
IL SUO IDOLO GERRARD
Parolo è un giocatore diverso nel genere. Non ha facebook né instagram. Niente tatuaggi perché in futuro non vuole pentirsi. Non ha bolidi supersonici, al massimo il Suv. Legge i thriller, le biografie, ama le storie dei grandi personaggi, ha divorato tutti i libri di Michael Connelly (scrittore statunitense di thriller). Da grande, assieme alla moglie, spera di compiere una missione in Africa per i bambini. L’ha detto e lo farà.
IL GERRARD DELLA LAZIO
Parolo è il Gerrard della Lazio. L'inglese è sempre stato il suo idolo:
«Cerca sempre la porta e l’inserimento. E’ un centrocampista a tutto campo e a me piace essere nel vivo del gioco altrimenti mi addormento», ha detto più volte
Parolo. Da bambino giocava da libero perché nessuno voleva fare quel ruolo. Ha continuato a centrocampo sul centro-sinistra, così è migliorato con il mancino. Ha saltato il derby per squalifica, ma contro il
Napoli ci sarà. Un bene per
Inzaghi e un problema per
Sarri. Parolo può curare gli effetti speciali del match
Champions. Hamsik troverà pane per i suoi denti e gol per i suoi conti.
Ha imparato guardando Gerrard. Al Napoli ha segnato quattro reti con tre squadre differenti. La prima con la maglia del Cesena (il suo primo centro in A). Poi due con il Parma e una con la Lazio.
CENTROCAMPISTA-GOLEADOR
Marco
Parolo è un centrocampista che si camuffa spesso da attaccante. Le squadre alle quali ha segnato più reti sono il Milan (5) e il Napoli (4). Per lui 35 reti in 234 presenze in serie A. E' il terzo centrocampista-goleador tra quelli in attività. Dietro solo a
Hamsik (92 gol in 350 presenze col Napoli) e De Rossi della Roma (37 reti in 412 presenze con la Roma).
UNA SPINA NEL FIANCO
Parolo è il Gerrard della
Lazio, una miniera per
Inzaghi. Ogni scatto è un bruciore tra le costole degli avversari, ogni affondo ha l’intelligenza di portare risorse agli attaccanti o di generare gol. Se ne sta tutto acquattato, scatta a molla e lo fa di continuo. E’ decisivo a tutto campo, una chiave preziosa in ogni partita, soprattutto quando le file sono strette. Non a caso si invocano undici
Parolo, è il calciatore ideale per qualsiasi tecnico. Il suo filtro è rabbioso, i suoi rammendi febbrili. Gioca sprigionando furore dalle narici e scintille intelligenti. Colpisce di fioretto, non è prigioniero degli schemi. Copre, attacca. Pochi in Italia e forse in Europa sono bravi come lui.
Parolo ha un conto aperto con il
Napoli ed è la risposta migliore che
Inzaghi può oppore nel big match contro Sarri e Hamsik.
IL MAESTRO
Sin da bambino gli è piaciuto fare gol:
«Mi è sempre piaciuto calciare la palla, anche in casa». A forza di calciare si è imparato a segnare. Un ringraziamento speciale lo deve a
Mario Bortolazzi.
Parolo, come riporta
Il Corriere dello Sport, ha lavorato con Donadoni e Bortolazzi quando era a Parma. E qui ha sviluppato ulteriormente l’arte del tiro, la capacità di battere a rete, la mira per fare centro.
Bortolazzi era un buon centrocampista dotato di un tiro eccellente. Lo ha sbloccato e ha perfezionato la sua dote, rendendolo più sicuro. Da Parma in poi il bottino di reti è aumentato. Il centrocampista biancoceleste è un giocatore raro, spicca in vari elenchi. Si è classificato anche come uno dei due giocatori che hanno vinto più contrasti in A. Il primo è
Felipe Anderson (71), il secondo è lui (65).
IL SUO IDOLO GERRARD
Parolo è un giocatore diverso nel genere. Non ha facebook né instagram. Niente tatuaggi perché in futuro non vuole pentirsi. Non ha bolidi supersonici, al massimo il Suv. Legge i thriller, le biografie, ama le storie dei grandi personaggi, ha divorato tutti i libri di Michael Connelly (scrittore statunitense di thriller). Da grande, assieme alla moglie, spera di compiere una missione in Africa per i bambini. L’ha detto e lo farà.
IL GERRARD DELLA LAZIO
Parolo è il Gerrard della Lazio. L'inglese è sempre stato il suo idolo:
«Cerca sempre la porta e l’inserimento. E’ un centrocampista a tutto campo e a me piace essere nel vivo del gioco altrimenti mi addormento», ha detto più volte
Parolo. Da bambino giocava da libero perché nessuno voleva fare quel ruolo. Ha continuato a centrocampo sul centro-sinistra, così è migliorato con il mancino. Ha saltato il derby per squalifica, ma contro il
Napoli ci sarà. Un bene per
Inzaghi e un problema per
Sarri. Parolo può curare gli effetti speciali del match
Champions. Hamsik troverà pane per i suoi denti e gol per i suoi conti.