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Grigioni: “In futuro mi vedo nel settore giovanile”. Poi commenta Strakosha nel derby…

Tutti i portieri biancocelesti passano per le sue mani: il mago della porta si chiama Adalberto Grigioni ed allena a Formello.

Adalberto Grigioni, è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Radio 89.3 a margine dell'evento "1^ Giornata del portiere". Lui è particolarmente legato al settore giovanile e vede lì il suo futuro dopo che smetterà con il professionismo: “Per me e per i portieri della prima squadra è un onore essere qui oggi. Siamo d’esempio per far capire loro che per arrivare serve umiltà, lavoro e passione. Da calciatore professionista, snobbi alcuni particolari che invece sono importanti. Io sono cresciuto nel settore giovanile biancoceleste, questo è il mio habitat naturale. Mi sono promesso che quando lascerò il professionismo, tornerò ad allenare i bambini, perché ti danno una gioia immensa. Tra allenare i piccoli e i grandi cambia il linguaggio tecnico ed il rapporto. Con un adulto è più facile perché si ha a che fare con uomini, mentre i piccoli sono in fase di crescita e quindi variano le esigenze. È importante capire le esigenze di ognuno. Con il bambino bisogna avere le giuste conoscenze oltre alla capacità di farsi capire. Oggi i bimbi sono più evoluti, sono dotati di una maggiore capacità d’apprendimento, noi dobbiamo farci capire dando loro i giusti insegnamenti perché possano avere un futuro radioso. Mi auguro di averli tutti in prima squadra ma so che non sarà possibile.Una parte del merito lo abbiamo noi. Il talento personale è una base importante per crescere bene ma noi però dobbiamo metterci il nostro lavoro. In fase evolutiva i calciatori vanno addestrati, acculturati nel ruolo. Poi nel tempo migliorano anche le situazioni di gioco e gli atteggiamenti in campo. È un lavoro difficile, se non sappiamo correggerli non diventeranno grandi portieri. A livello psicologico, quando ho iniziato e facevo il settore giovanile dicevo ai miei ragazzi che ero il loro papà calcistico e quindi avrebbero dovuto dirmi tutti i loro problemi, che riguardassero la scuola, la famiglia o altro. Lo stesso vale in prima squadra; non entro nell’intimo ma parlare con loro mi aiuta a capire le loro personalità e ad essergli accanto nei momenti positivi e soprattutto nei momenti negativi. Questo non è allenabile, ma un rapporto con i bambini o con i portieri adulti fa sì che ci sia più feeling e che quindi si possano risolvere situazioni che non sembrano aggiustabili. Il rapporto umano è fondamentale in ogni ambito, consente di rapportarsi nel miglior modo possibile".

L'OPINIONE SU STRAKOSHA

"Le parate di Strakosha su Dzeko nel derby sono state reattive ed istintive ma quella che da preparatore mi dà maggiore soddisfazione è quella su Salah: ha fatto una buona cosa, ha tagliato bene la linea. Nell’arco della gara ci sono momenti e momenti. La parata su Dzeko è arrivato sull’1-1, la partita sarebbe cambia in maniera positiva o negativa. In questo caso è variata in meglio, poteva cambiare il corso della sfida. Critico spesso i miei portieri per farli restare con i piedi per terra ma in quel momento della partita, Thomas ha fatto una grande cosa. A volte si compiono interventi in un momento o in una particolare situazione che ti permettono di conseguire un risultato positivo e questo lui l’ha fatto domenica".

IL RUOLO DEL PORTIERE

Il ruolo del portiere è tra i più complicati come rivela lo stesso Grigioni: "Tenere alta la concertazione per 90 minuti è un aspetto che si raggiunge nel tempo e si cura in allenamento. Svolgiamo sedute mirate all’intensità e all’attenzione. Questo riduce i rischi di farsi trovare impreparati nei momenti importanti delle partite. A volte capita di non essere impegnato per gran parte dell’incontro poi arriva un tiro e non sempre è semplice essere sul pezzo. Non essere ansiosi aiuta molto.Quando un portiere non vuole svolgere un determinato esercizio, lo porto a fare quello che dico io con un lavoro quotidiano. All’inizio della sua esperienza in biancoceleste, Bizzarri faceva fatica a compiere un determinato tipo di intervento che poi è risultato decisivo in un 2-2 a San Siro contro il Milan. Se loro hanno certe difficoltà, piano piano li porto a quello che voglio io facendo capire loro quali benefici possono avere in campo. Una parata in una partita può cambiare un campionato. È un ruolo fondamentale e difficile, nel quale se si ha un ragazzo dotato di sicurezza nei propri mezzi può portare punti a fine stagione: è importantissimo. I portieri grandi si rivedono e si giudicano autonomamente, i piccoli no. Se viene sempre data loro la colpa di un gol , rallentiamo la crescita e aumentiamo in loro i dubbi. Se prendi gol perché si sbaglia, l’errore va valutato ma poi occorre continuare a lavorare migliorarsi. Mi sono prefissato di fare riunioni tra noi addetti ai lavori per tutelare i portieri, soprattutto nella fase di crescita dei bambini”.

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Biografia autore

Sara Mariani

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