JUVE LAZIO – Curva Nord: un Amore così grande da dove ripartire

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L’amarezza per la delusione con il tempo andrà via ma l’orgoglio per la splendida stagione vissuta resterà per sempre. Quella di ieri è la quarta sconfitta di fila della Lazio in finale fra Coppa Italia e Supercoppa, tutte arrivate con la Juventus. Perdere in maniera così netta brucia ma la differenza tra biancocelesti e bianconeri è troppo evidente per cambiare giudizio sulla stagione. La Lazio, partita fra lo scetticismo generale, gara dopo gara ha riempito lo stadio e proprio da qui si deve ripartire tutti assieme.

Dall’amore e dal coraggio mostrato dalla Curva Nord durante l’intera partita. I tifosi hanno cantato fino al termine, anche più forte degli juventini. L’Olimpico, pur per metà bianconero, doveva restare casa della Lazio. L’orgoglio, il senso di appartenenza che negli ultimi anni era venuto meno, lo ha stimolato la squadra di Inzaghi. Anche ieri, dopo la sconfitta, la Nord era gonfia d’amore. Emozionante la sciarpata, così come gli applausi alla squadra a fine partita. E poi quel coro ricco di significato: «Siamo sempre con voi, non vi lasceremo mai».

I giocatori dopo la gara hanno lasciato l’Olimpico a testa bassa. Il primo a uscire è stato Parolo, che ha preferito non parlare. Poco dopo è stata la volta di Strakosha. L’espressione era la stessa del compagno. Il primo a parlare è stato de Vrij: «Abbiamo giocato contro una squadra molto, molto forte. Purtroppo più forte di noi. Loro hanno fatto gol alla prima occasione, a quel punto recuperare era difficilissimo. Ci è mancata anche un po’ di fortuna». È stato proprio il difensore olandese a ribadire che il giudizio sulla stagione non può cambiare dopo questa sconfitta: «Perdere una finale fa male, ma siamo fieri di quanto fatto durante questi mesi. Peccato perché avevamo avuto quell’occasione iniziale con Keita, poi però abbiamo sbagliato troppo. Ora dobbiamo chiudere bene la stagione e arrivare quarti, ce lo meritiamo», ha concluso. La Juventus è una delle squadre più forti al mondo. Come riporta La Gazzetta dello Sport l’amarezza passerà, ma l’orgoglio per la stagione vissuta no. Società e tifosi, in estate, ripartano da qui.