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Patric, un giocatore rinato grazie a tenacia, sacrificio e umiltà

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Patric esulta con la maglia della Lazio
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TENACIA, SACRIFICIO, UMILTA’ : GABARRON PATRIC

Una stagione meravigliosa per la Lazio di Simone Inzaghi, conquistati settanta punti e l’accesso diretto in Europa League. Questi risultati sono merito non di un singolo ma di un gruppo, sempre unito e volenteroso di raggiungere gli obiettivi predisposti dalla società a inizio stagione. Il gruppo dunque, è stato la chiave di volta per Inzaghi, che pur non avendo una rosa ampia ha utilizzato al meglio tutti i ragazzi a disposizione. Tra tutti, il giocatore che si è distinto per tenacia, sacrificio e umiltà è stato sicuramente Gabarròn Patric. Il ragazzo arrivato lo scorso anno tra lo scetticismo generale dell’ambiente, dopo una stagione da autentico comprimario, è riuscito quest’anno con le sue doti a convincere il mister biancoceleste che molto spesso lo ha schierato titolare.

L’ARRIVO E LE DIFFICOLTA’, LA RINASCITA CON INZAGHI

Patric arrivato a Roma dal Barcellona B, non ha quasi mai trovato spazio il primo anno con mister Pioli, se non fosse poi che la squadra fu decimata da infortuni e il tecnico parmigiano dovette schierarlo per forza titolare, ricordiamo soprattutto il derby finito 1-4 per la Roma. Chiunque dopo una stagione del genere passata nel dimenticatoio avrebbe chiesto la cessione. Eppure Patric ha continuato a lavorare con sacrificio senza mai un’affermazione fuori posto. Inzaghi ha saputo valorizzarlo al meglio e oggi i risultati sono eccezionali. Lo spagnolo è diventato un terzino veloce, migliorato molto in fase difensiva che ha conquistato l’amore dei propri tifosi. Amore conquistato sicuramente non per capacità tecniche ma per la voglia di sacrificarsi e dare il 100% in ogni occasione.

VAMOS PATRICIO

Nella prossima stagione lo spagnolo dovrà confermarsi, quest’anno ha giocato venti partite dando il meglio di sé. E’ giovane, può migliorare e potrebbe scavalcare nelle gerarchie Dusan Basta che quest’anno ha disputato una stagione tra alti e bassi. Inoltre il serbo molto spesso accusa diversi problemi fisici. Nulla avviene per caso, occorre molto lavoro e molta passione, rispettando la maglia che si indossa. Patric è un esempio per tutti, il suo motto come il nostro è sicuramente “NON MOLLARE MAI”. Vamos Patricio.

 

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LA NOSTRA STORIA Guglielmo “Willy” Stendardo: il laureato

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Il 6 maggio 1981 nasce a Napoli Guglielmo Stendardo. Difensore cresciuto nella squadra della sua città, con la quale esordisce in Serie A nel 1998. L’unica presenza stagionale ma che farà di Stendardo il più giovane esordiente nella massima categoria della storia dei campani all’età di 17 anni e 10 giorni.

GLI INIZI

Nella squadra campana Stendardo resta solo per un campionato. L’anno seguente si trasferisce alla Sampdoria dove milita per cinque stagioni in serie B. Nella stagione 2002/03 passa in prestito per sei mesi alla Salernitana. Dopo Salerno gioca nella serie cadetta con Catania e Perugia.

L’ARRIVO ALLA LAZIO 

In seguito al fallimento del Perugia di Gaucci si trasferisce alla Lazio nella stagione 2005-2006 ritornando di nuovo in Serie A. Nel 2007-2008, dopo la trasferta di Madrid per la quale non viene convocato, litiga con l’allenatore Delio Rossi e la società lo punisce mettendolo fuori squadra. Nel mercato invernale del 2008 passa in prestito alla Juventus fino al termine del campionato. La società bianconera non lo riscatta e il giocatore rientra a Roma tra i biancocelesti. Il difensore parte quindi di nuovo in prestito. Questa volta è il Lecce, appena promosso in Serie A, ad accoglierlo tra le sue fila.

IL RITORNO IN BIANCOCELESTE

La stagione successiva torna alla Lazio ma termina subito sul mercato. Nel frattempo sulla panchina dell’ex Delio Rossi siede Davide Ballardini. In pieno accordo con la società il tecnico lo mette fuori rosa. La squadra però gira male. Stendardo, riappacificatosi con tecnico e presidente, torna a far parte della rosa. A febbraio 2010 al posto di Ballardini arriva Edy Reja e per Guglielmo è la svolta positiva. Le prestazioni del giocatore, impiegato maggiormente, migliorano notevolmente. Nel 2012, dopo essere stato sei mesi in prestito all’Atalanta, passa a titolo definitivo alla società felsinea.

LA LAUREA

Durante la carriera da calciatore continua gli studi. Dopo essersi laureato in giurisprudenza nel dicembre del 2012 sostiene l’esame di stato per diventare avvocato. Al termine della stagione il difensore torna alla Lazio ma, l’8 agosto, riparte di nuovo passando a titolo definitivo alla squadra bergamasca. Nel 2014, alla quarta di campionato, non viene convocato per la gara con l’Inter perché impegnato negli orali per l’abilitazione alla professione forense, in seguito brillantemente conseguita. Durante la sua carriera in biancoceleste ha vinto la Supercoppa Italiana nel 2009.

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