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Antonelli: “Tare ha fatto un lavoro incredibile. Mercato di Gennaio? Basta Caceres”

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Igli Tare direttore sportivo della Lazio
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 Il procuratore FIFA, Stefano Antonelli, ha parlato ai microfoni di Radio Incontro Olimpia. Di seguito riportiamo le sue parole.

“Mi ha fatto piacere ascoltare il racconto di Tare del suo arrivo alla Lazio. Ormai è diventato un direttore sportivo e una persona importantissima per questo club. Ho sentito spesso critiche non conformi alla realtà. Può essere più o meno simpatico, ma ha fatto un lavoro incredibile. C’è sempre poi un concetto di reciprocità. Lui già da calciatore ce l’aveva nel DNA questo lavoro. Era sempre uno sulla notizia, uno che organizzava tutto, la logistica e la costruzione della società. Lo stimo come uomo e come professionista”.

SUGLI OBIETTIVI DELLA LAZIO

È una squadra che diverte. Oltre a essere bella da vedere è diventata anche cinica. Ora può giocarsela con tutte. È una delle prime 5 del campionato. Sarà una stagione da dopo partita. La Lazio fino alla fine lotterà per la Champions League”.

 SUL MERCATO DI GENNAIO

“Senza prendere esame la regola dei 25 faccio fatica a vedere dove prendere calciatori. Sulla sinistra ci sono Lukaku, Lulic e . I centrali stanno facendo tutti bene e addirittura arriverà Caceres che può fare anche l’esterno a destro. A metà campo sei completo. Murgia gioca poco, ma per me è un profilo importante. In attacco Immobile sta facendo talmente bene, e non è facile trovare spazio nel 3-5-2. Ci sono anche  e Nani ai box. Solo un da 40 milioni di ti cambierebbe la vita. Ma non credo a gennaio la Lazio voglia spendere queste cifre. Io sono convinto che possa bastare Caceres. Ma confido nell’inventiva di Tare. Magari un profilo giovane, vista la sua bravura in questo campo, potrebbe trovarlo”.

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LEGGI QUI LE PAROLE DEL DS DELLA LAZIO


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Lazio Primavera – Altro pesante ko: la cura Calori per ora non ha funzionato

Bruttissima sconfitta della Lazio Primavera che prende 5 gol dal Genoa in trasferta

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Altra sconfitta senza per la Lazio che prende 5 gol sul campo del . Il cambio tecnico per ora non porta i suoi frutti.

Il tecnico Calori (subentrato in settimana Menichini) ha visto la sua squadra soccombere sul campo. Il destino dei ragazzi biancocelesti non si è però deciso oggi: infatti la squadra è già ai playout indipendentemente dal risultato odierno. Ora i baby laziali aspettano di sapere il nome dell’avversaria da affrontare per evitare la retrocessione. Lì ci sarà bisogno davvero di una prova d’orgoglio per portare in alto ancora una volta i colori biancocelesti.

HYSAJ MOLTO VICINO ALLA LAZIO DI SARRI 

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Euro 2020 – L’ex Petkovic pareggia all’esordio vs il Galles

Esordio a Euro 2020 in chiaro-scuro per l’ex tecnico della Lazio Vladimir Petkovic. La sua Svizzera pareggia 1-1 contro il Galles

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euro 2020

Questo pomeriggio, alle 1500, a Baku si è disputata la seconda gara di Euro 2020, valevole per il gruppo A. La sfida tra Galles e Svizzera è finita 1-1, un pareggio che allo stato attuale consegna all’Italia il primo posto nel girone. Gli elvetici, guidati da Vladimir Petkovic, ex tecnico biancoceleste che con la Lazio ha vinto la Coppa Italia del 2013 contro la Roma, passano in vantaggio a inizio ripresa dopo un primo tempo a bianche.

Il gol dell’1-0 porta la firma di Embolo che di testa trafigge Ward su cross di Shaqiri. Al minuto 74 arriva il pareggio del Galles con Moore che capitalizza alla perfezione l’ di Morrell. Nel finale la Svizzera accarezza la vittoria, ma la rete di Gavranovic viene annullata al Var per . La situazione, nel gruppo A, vede dunque gli azzurri di Roberto Mancini (vittoriosi all’esordio) in testa con 3 punti, seguono Galles e Svizzera a 1, chiude la Turchia a 0.

EURO 2020

SARRI, STORIA DI GAVETTA

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Maurizio Sarri: all-in di un impiegato diventato grande

Quella di Maurizio Sarri, neo tecnico della Lazio, è una storia fatta di sacrifici, fatica e obiettivi ben chiari in mente

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maurizio sarri

La notizia è ufficiale da qualche giorno: Maurizio Sarri è il nuovo allenatore della Lazio. Quella del tecnico toscano è la classica storia da usare come esempio per descrivere il cammino di chi ce l’ha fatta.

Un mantra per e non solo, una storia di coraggio, sprezzo del pericolo, rischi, sacrifici e, naturalmente, un’ambizione fuori dal comune. Sarri e il calcio, il calcio e Sarri, un rapporto che non decolla nell’immediato in adolescenza.

La passione ’è e il suo passato da calciatore tra i dilettanti lo testimonia, ma ben presto Maurizio capisce che quella porta che in troppi vogliono varcare è troppo stretta, in linea con il più classico degli “Uno su mille ce la fa”. A 30 anni inizia a dedicarsi alla panchina ma, il pane, lo porta a in virtù del suo impiego, quello di dipendente della Banca Toscana.

ALL-IN

Il calcio, però, la fa da padrone nella testa di Sarri, pertanto 10 anni dopo (nel 1999) lascia il lavoro per immergersi esclusivamente nella sua vocazione. La strada è dura e gli schiaffi in faccia si fanno sentire ma il carattere è più forte di ogni cosa. Così partendo dal Valterna (club toscano di Eccellenza) inizia la sua scalata. Corre l’anno 2000 quando, sulla panchina della Sansovino (club di Eccellenza), ottiene la promozione in C2 in appena 3 stagioni.

Con gli aretini conquista inoltre la Coppa Italia D e la stagione successiva approda in C2, ma lo fa sulla panchina della Sangiovannese. Pronti via ed è subito promozione in C1 che, per lui, si traduce in un doppio salto che l’anno successivo gli apre le porte della Serie B, al Pescara. Da qui una serie di alti e bassi che lo portano a galleggiare tra Serie B e sulle panchine di Arezzo, , Verona, Perugia, Grosseto, Alessandria e Sorrento.

IL SOGNO CHE SI AVVERA

La svolta arriva quando Sarri viene chiamato ad allenare l’Empoli in vista della stagione 2012-2013, conclusa con il quarto posto e la sfortunata eliminazione ai playoff contro il Livorno. L’anno dopo è quello buono e la sensazione è che qualcosa, nella sua carriera, stia davvero iniziando a muoversi. L’Empoli chiude al secondo posto centrando di diritto la promozione in Serie A. Per Maurizio è un sogno che si avvera. Un sogno, certo, come fanno tutti i bambini e i ragazzi innamorati di questo sport.

Quello di Sarri, però, è un sogno di spessore superiore, perché lecito e semplice è sognare (al netto dei sacrifici per emergere in tenera età) da bambini, ma decisamente più difficile è farlo a 40 anni suonati. Una scelta, quella del classe ’59, presa in barba alla paura, all’incertezza del futuro, con la consapevolezza di non poter sbagliare e di non avere un salvagente. Una sorta di all-in sulla sua vita, una scommessa sul fatto che il calcio sarebbe diventata la fonte della sua quotidianità. Umiltà, dedizione, pochi peli sulla lingua e tanta, tanta gavetta. Il resto è storia nota.

Maurizio Sarri

Maurizio Sarri sulla panchina dell’Empoli

INTER SU RADU

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