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La Lazio e gli arbitri: Giacomelli solo l’ultimo capitolo di un rapporto tormentato

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Giacomelli arbitro italiano
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Chi non ha ripensato a Rigato di Mestre, Menicucci di Firenze, Treossi di Forli, si alzi in piedi. I laziali di una certa età avranno ripensato agli errori storici degli arbitri che da sempre hanno un rapporto conflittuale con la Lazio.

Il primo non vide un gol in un Lazio-Napoli costringendo i biancocelesti a un altro anno di serie B. Il secondo si vendicò di Chinaglia allora presidente fino a far pareggiare l’Udinese prolungando di sei minuti il recupero. Il terzo non vide un fallo di karate di Mirri su Salas che costò lo scudetto del 1999 alla corazzata di Sergio Cragnotti. Ora a questo partito di arbitri che hanno affossato la Lazio bisogna aggiungere anche Giacomelli. Che poi non è l’unico di un tormentato novembre e inizio dicembre. Già perché è evidente che la Lazio sia stata bloccata quando ha cominciato a preoccupare per le troppe partite vinte. Nelle ultime gare dei biancocelesti sempre gli stessi arbitri si sono alternati tra Var e campo: Banti, Di Bello, Fabbri, Giacomelli e Massa. Solo decisioni contro, mai un errore a favore. E’ questo che contribuisce ad alimentare il teorema del complotto. E allora si muove tutto il mondo Lazio. Come riporta Il Tempo, mai così unito dopo lo scempio di lunedì. Tifosi pronti alla class action, Curva Nord che vuole scendere in piazza come nel 1999, radio e siti biancocelesti che studiano come fare fronte comune all’attacco arbitrale e non solo. 


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LA NOSTRA STORIA Domenico ‘Mimmo’ Caso

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LA NOSTRA STORIA Domenico MimmoCaso nasce a Eboli (SA) il 9 maggio 1954. Centrocampista, fa il suo debutto nel calcio professionistico con la Fiorentina. Nella stagione 1974-1975 vince il suo primo trofeo: la Coppa Italia. Nella stagione 1978-1979 Caso lascia la Fiorentina e si trasferisce al Napoli. Nell’estate 1979 passa all’Inter. Nel 1980 si laurea Campione d’Italia. Dopo l’esperienza in nerazzurro passa per due anni in Serie B al Perugia. Nell’estate del 1983 torna in Serie A con il Torino. Quindi passa alla Lazio, in quel periodo nella serie cadetta. Con la maglia biancoceleste disputa tre stagioni. Nel 1988, dopo la promozione in A, viene ceduto al Latina. Chiude la carriera nell’Orceana.  Dal 1992/93 al 1996/97 è l’allenatore della Lazio Primavera. Il primo anno sfiora lo Scudetto perdendo la finale contro l’Atalanta. Nella stagione 1994/95 vince il titolo. Tra i tanti giovani lancia Alessandro Nesta, Marco Di Vaio, Alessandro Iannuzzi, Flavio Roma e Daniele Franceschini. Dopo aver guidato Foggia, Chievo e Pistoiese, nel 2003/04 torna ad allenare la Primavera laziale. Nel 2004/05 viene chiamato dal nuovo presidente biancoceleste Claudio Lotito ad allenare la prima squadra. Viene esonerato e sostituito da Papadopulo. Successivamente allena la Ternana. A giugno del 2009 viene nominato supervisore del settore giovanile della Cisco Roma. Nel 2011 assume la guida degli Allievi Regionali A1 della Voluntas (Spoleto). A luglio del 2012 viene nominato allenatore della squadra Primavera della Virtus Lanciano. Nel 2013 viene ingaggiato come tecnico della squadra Primavera della Reggina, ma dopo pochi giorni decide di lasciare l’incarico per motivi familiari.

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