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Immobile: “Conta solo portare la Lazio in Champions”. Poi su Giacomelli…

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Ciro Immobile durante Lazio Napoli


Ciro Immobile si racconta in un’intervista a Il Tempo: Lazio, obiettivi personali, gol e vita privata del bomber della Prima Squadra della Capitale.

Immobile, la delusione post nazionale è superata. Ma quanto è stato difficile?

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“E’ stata una brutta botta, una macchia nera sulla carriera. In tanti si ricorderanno in maniera negativa di noi, nessuno escluso. Dispiace soprattutto per i bambini, per le persone che aspettano con ansia i mondiali per festeggiare in strada le vittorie degli Azzurri. Non abbiamo raggiunto un obiettivo fondamentale. Il calcio però ti dà sempre l’opportunità di guardare avanti, ci saranno gli europei tra due anni, il mondiale per chi lo farà, io forse sarò troppo vecchio (ride, ndr)”.

Il suo rapporto con Ventura è sempre stato ottimo.

“Con lui ho sempre giocato, mi è dispiaciuto perché il mister è una brava persona ed è finito nell’occhio del ciclone. Dopo la partita con la Spagna la squadra ha perso un po’ di fiducia però ci sono stati grandi errori da parte nostra. Con la Svezia abbiamo dominato, è stata una questione di sfortuna. Ricordo salvataggi sulla linea, la palla non voleva entrare”.

Che ne pensa di quello che sta accadendo al calcio italiano? Presto verrà eletto un nuovo presidente federale.

“Mi interessa molto, sto seguendo con attenzione i candidati alla presidenza della Federcalcio, tutti e tre hanno delle idee interessanti e innovative. Devo dire che avevo un buon rapporto anche con Tavecchio che considero veramente una persona seria. Adesso però bisogna guardare avanti, dopo un fallimento è giusto cambiare”.

Secondo lei c’è tanta differenza col calcio estero?

“Siamo riusciti a riportare quattro squadre in Champions, io sono stato in Germania e in Spagna e anche lì c’erano dei problemi. Qualche cambiamento c’è stato, hanno introdotto per esempio le seconde squadre, una bella novità per il tutto il movimento”.

A proposito cosa ricorda di quelle esperienze?

“In Germania, nel girone d’andata, feci bene. Quando arrivai al Borussia Dortmund loro venivano da una finale Champions, erano tra le squadre più forti d’Europa. La pressione era tanta però, a dicembre eravamo ultimi, il ciclo Klopp era giunto al termine. Di conseguenza sono stato messo un po’ da parte, l’allenatore faceva giocare chi conosceva di più. In ogni caso di quell’esperienza non butto via tutto, non è semplice realizzare quattro gol in Champions League”.

Mentre in Spagna?

“Lì è accaduto qualcosa di diverso. Quando giocavo segnavo sempre poi però mi tenevano fuori. Non venivo considerato, non mi sentivo parte del progetto. Fortunatamente alla Lazio ho trovato Inzaghi e per me è cambiato tutto”.

In che senso?

“Con lui ho un ottimo rapporto, ci confrontiamo spesso, mi sta valorizzando tantissimo. La Lazio gioca bene e diverte, siamo un grande gruppo”.

Nel corso degli anni l’affetto della sua famiglia ha fatto la differenza?

“E’ stato molto importante, sia in Germania, dove restavamo sempre a casa, sia in Spagna, sicuramente più movimentata rispetto a Dortmund. L’ambiente conta tanto per noi giocatori; c’è chi ha bisogno di entusiasmo, ma anche chi necessita di relax. Io faccio parte della prima categoria: abito al Fleming e la mattina la gente inizia alle 6 di mattina a suonare il clacson. A me piace così”.

Gioco preferito alla PlayStation?

“Call of duty”.

Giordano, Signori o Klose, con chi avrebbe giocato più volentieri?

“Bruno Giordano, trai più forti. Da napoletano ho apprezzato ancora di più le sue prodezze”.

Immobile può terminare la sua carriera alla Lazio? O certe cose meglio non dirle per scaramanzia?

“Fa sempre parte del lavoro, la scaramanzia c’è ma fino a un certo punto. Qui alla Lazio è bello vincere, me ne sono accorto con la Supercoppa Italiana. Roma è una bella piazza, calorosa, che regala emozioni. La gente adesso si è riavvicinata a noi, questo è importante”.

I bambini sono innamorati di lei, se n’è accorto?

“E’ bello vederli in giro con la tua maglia, quando smetterò mi rimarranno dei bei ricordi. Tutto quello che entra nella storia, farà parte di quello che sarò io. E’ una grande soddisfazione far parte di questa gloriosa società. Li vedo anche io i bambini con la mia maglia e ogni volta mi emoziono, soprattutto in questo ultimo periodo. La classifica aiuta, giochiamo un bel calcio, divertente”.

L’obiettivo principale della Lazio è la Champions?

“Non ci possiamo nascondere, l’obiettivo è quello. C’è un po’ di rimpianto per qualche punto in più che meritavamo. Ha ragione Inzaghi gli arbitri ci hanno penalizzato, sicuramente potevamo essere più tranquilli e sereni. Senza lottare testa a testa, saremmo stati più vicini alla vetta. Non avremmo avuto l’obbligo di vedere il risultato degli altri”.

Così invece dipenderà anche dagli altri…

“Adesso siamo quarti perché prima della sosta la Roma ha perso e l’Inter ha pareggiato. Abbiamo sfruttato queste situazioni e cercheremo di farlo fino al termine del campionato”.

Cosa le ha detto Giacomelli prima di buttarla fuori dal campo con il Torino?

“Mi disse ho visto “la Var e devi andare fuori”. Lo avevo capito da subito che non avrebbe controllato il fallo di mano di Iago Falque e ho subito temuto che prendesse un provvedimento contro di me. Burdisso? Non ci ho parlato”.

Tra lei e Icardi chi vincerà la classifica dei cannonieri?

“E’ una sfida bellissima, lui sta andando benissimo, prima dei quattro gol a Ferrara era davanti a me. L’anno che vinsi il titolo con il Torino, all’ultima giornata non giocavo, allora restai a casa a gufare i miei avversari. Quest’anno bisogna considerare anche Higuain e Mertens, possono risalire in qualsiasi momento. La lotta sarà durissima ma per me conta solo portare la Lazio sempre più in alto. Baratterei volentieri il titolo dei capocannonieri per un posto in Champions, ce lo meritiamo”.

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