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Il punto di Vocalelli sull’ultima giornata

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Alessandro Vocalelli giornalista italiano
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Il direttore del Corriere dello Sport, Alessandro Vocalelli, tramite il proprio editoriale ha fatto il punto sull’ultima di campionato.

LE PAROLE DI VOCALELLI SULLA VETTA DEL CAMPIONATO

Napoli e Juventus hanno preso il largo rompendo quell’equilibrio in vetta di cui si parlava fino a un mese fa. Ora non ci sono più cinque-sei squadre in due punti ma una coppia che procede a braccetto. Ancora una volta infuriano le polemiche per il mancato utilizzo del Var che sta diventando realmente un problema. Ci sono arbitri che chiedono, giustamente, il conforto delle immagini e altri, come successo a Cagliari sul tocco di mano di Bernardeschi, che lo ignorano per chissà quale motivo. Eccesso di sicurezza o semplicemente una questione di orgoglio? Fatto sta che Napoli e Juve hanno tenuto il passo andando incontro a una sosta molto più importante di quanto si possa immaginare. È tempo di mercato e se De Laurentiis è pronto a regalare un rinforzo di qualità a Sarri non è escluso che la Juve rinunci alla classica opportunità. Insomma due squadre lanciatissime che si confrontano in un slalom parallelo sia dentro che fuori dal campo”.

SULLA LAZIO

“La Lazio arriva alla sosta con un pieno di entusiasmo e di risultati. Dalla vittoria in Supercoppa alla qualificazione centrata in anticipo in Europa League. Dal potenziale terzo posto in campionato (se riuscisse a battere l’Udinese in casa) alla semifinale di Coppa Italia. Merito di un gruppo che non è andato avanti a strappi e anzi è stato formidabile e compatto nel superare il momento delicato determinato, diciamo così, dall’arbitro Giacomelli, un altro che non ha avuto l’umiltà di guardare le immagini a bordo campo. L’uomo simbolo di quell’ingiustizia, Immobile, ha una media gol da record e con la quaterna firmata a Ferrara è diventato il capocannoniere del campionato”.

E ANCORA…

Inzaghi è stato bravissimo a cementare un gruppo che sa sempre cosa vuole e in cui convivono individualità di altissimo livello. Perché è fuori di dubbio che sia stata fondamentale la mano dell’allenatore, ma pochissime squadre possono contare su gente come Leiva, Milinkovic, Luis Alberto e Felipe Anderson. Qualità al massimo livello. Se pensate che per prendere questi quattro giocatori più de Vrij e Immobile i dirigenti hanno speso complessivamente una quarantina di milioni – o forse meno – avete la misura di quanto siano state felici certe intuizioni del ds Tare, che meriterebbe un Oscar. Perché il calcio, come dice Lotito, si fa con un gruppo coeso e con le idee giuste”.

SULLA ROMA

“Idee che sembrano al momento confuse nella Roma, dove sarebbe un errore scaricare su Di Francesco tutte le responsabilità di una situazione molto delicata. Non c’è dubbio che anche lui abbia commesso errori significativi, a cominciare dalla Coppa Italia, ma è il quadro generale a preoccupare. Il caso Nainggolan ha finito per pesare moltissimo, non solo dal punto di vista tecnico, ma sarebbe un errore ricondurre tutto alla settimana più travagliata che ha trascorso la Roma. 
I giallorossi vengono da un lungo periodo di appannamento. Nelle ultime sei partite ne hanno perse tre, pareggiate due e vinta una sola. Con il Cagliari e in pieno recupero”.

E ANCORA…

“La Roma sta pagando atleticamente una partenza scientificamente lanciata in cui sono stati mascherati difetti di costruzione che adesso vengono al pettine. 
In estate sono stati spesi complessivamente 80 milioni per Schick (che comunque ha tutto per crescere moltissimo), Defrel e Ünder, senza riuscire a sostituire Salah. E a centrocampo, partito Paredes, non c’è una reale alternativa a De Rossi. Evitando di dare la colpa all’ambiente – facile rifugio in certi casi – la Roma ha però tutto per rendere ancora positiva la stagione e chissà che sosta e mercato anche in questo caso non possano essere d’aiuto. Di sicuro ieri è stata battuta da un’Atalanta ancora una volta impeccabile, capace di confermarsi dopo aver già sbancato il San Paolo. Gestione perfetta da parte di Gasperini“.

SULLE ALTRE

“Il resto della giornata ha fatto registrare la nuova vittoria del Benevento, che ha orgoglio da vendere, la rabbiosa partita del Milan di Gattuso e il debutto perfetto di Mazzarri, che conosce il calcio e sa quanto sia importante l’equilibrio in campo. Passa per difensivista solo perché ama la difesa a tre, ma con lui gli attaccanti si sono sempre esaltati. Perché il calcio è fatto sì di moduli, ma soprattutto di tempi e di spazi”
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RADU SQUALIFICATO E INZAGHI NON LA PRENDE BENE

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PAGELLE ATALANTA LAZIO 3-2 Hoedt da horror, Muriqi gran gol

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Hoedt visite mediche Roma

Quarto di finale di Coppa Italia. Pagelle Atalanta Lazio 3-2, biancocelesti eliminati

Pagelle Atalanta Lazio

REINA 7.5 – Para il rigore al 65′ a Zapata, è l’ultimo ad abdicare e anche sul primo gol aveva precedentemente fatto il miracolo sul primo tiro. Alza la saracinesca più volte, ma viene tradito dai suoi difensori. Pepe, un gran portiere.

PATRIC 4.5 – Una prestazione irritante durata fortunatamente solo 45 minuti. In un minuto riesce a sbagliare un passaggio e per recuperare commette un fallo killer che gli costa l’ammonizione. Black out e momenti di follia incomprensibili. Dal 45′ PAROLO 6 – Con lui in campo sarebbe stato molto meglio.

HOEDT 3 – PrestazIone da horror con errori eclatanti non degni di un professionista di un top club. Oggi non è praticamente mai sceso in campo. Sbaglia sul 2-2 atalantino facendosi saltare come un birillo da Muriel. Si fa anticipare al limite dell’area dando il via al 3-2 avversario. Procura il rigore con un fallo evitabilissimo su Zapata che, fortunatamente, spara in bocca a Reina dagli 11 metri. Serata da incubo per l’olandese. Dal 70′ IMMOBILE 6 – Gioca più da rifinitore mettendo spioventi in mezzo per Muriqi.

ACERBI 7 – Un gol al 34′ da attaccante vero. Anticipo e discesa in attacco, dribbling ad eludere il difensore e gol di destro. Fantastico. Suo anche l’assist per il gol di Muriqi. In difesa è l’unico a non “ballare”. All’88 sfiora il 3-3 con un colpo di testa ma Gollini gli dice di no.

MARUSIC 6 – Partita ordinata per il montenegrino che giocando alto non concede spazi alle ali atalantine.

AKPA AKPRO 6.5 – Il migliore a centrocampo in casa Lazio. Gioca a tutto campo facendo pressing, legna e inserendosi negli spazi offensivi. Peccato non abbia avuto sostegno dai suoi compagni di reparto.

ESCALANTE 6 – Partita difficile per il mediano che deve far fronte alla fisicità e alla velocità degli avversari. Con la difesa in netta difficoltà, avrebbe dovuto essere più di aiuto al pacchetto arretrato. Dal 62′ CORREA 5 – Non riesce ad entrare in partita, troppo mollo e poco concentrato. Lontanissimo dalla miglior condizione.

MILINKOVIC 5 – Questa sera non ha preso per mano la squadra come fatto in campionato contro il Sassuolo. E’ mancato nei fraseggi e, soprattutto, negli inserimenti. Opaco.

FARES 5 – Neanche in questa occasione è riuscito ad ingranare e a dimostrare il suo valore. Ammonito, lascia il campo all’intervallo. Dal 45′ LAZZARI 6 – Ha il merito di far espellere Palomino al 53′. Peccato che la superiorità numerica non ha giovato alla squadra.

PEREIRA 5.5 – Ci si apsettava molto di più dal brasiliano. Dopo la vivace prova contro il Parma, questa sera il fantasista non è ha trovato i tempi giusti e le verticalizzazioni per i compagni. Occasione sprecata. Dall’80’ LULIC s.v.

MURIQI 6.5 – Un gran bel gol per il kosovaro. Uno stacco imperioso al 17esimo degno del miglior Bobo Vieri. Bella prestazione, anche se è stato servito poco dai compagni. Molto mobile sul fronte d’attacco dimostrando di non essere solo una riete d’area di rigore. Bravo.

ALL. INZAGHI 5.5 – Giusto turnover per questo match. Tradito da Hoedt che ne ha combinate di tutti i colori e dal solito black out nonostante la superiorità numerica. Giusti i cambi ma questa volta non sono serviti. Occasione gettata al vento, ma bisogna lavorare molto sulla mentalità e dare una registrata alla difesa.

Marco Corsini

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