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Diego Maradona jr dichiara: “Anche papà Diego tifa Lazio”

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C’è un Maradona che sta facendo grande la Lazio nel beach soccer. In una intervista parlando del suo sport e del famoso padre, Maradona jr dichiara di averlo convinto a tifare per la squadra capitolina.

Il figlio di Diego è un asso del pallone da spiaggia. Con i colori della Lazio, da capitano, ha portato la squadra al primo posto in serie A, 6 vittorie in 6 giornate e 11 reti firmate. Non sarà il grande calcio ma quelli del beach soccer, affiliato alla Figc, sono numeri veri. Anche perché Diego jr, come riporta Leggo, ha vestito anche la maglia della Nazionale e a 32 anni è un leader. Va talmente bene con la Lazio che ha convinto anche Diego: “Gli mando i video dei miei gol, che sono tanti. Si diverte, li commenta e mi sprona a fare meglio. Per Maradona nel calcio esiste solo il Napoli ma per me e per il beach soccer fa una eccezione. Tifa per la Lazio in serie A ma solo in questo sport e finché ci sarò io”.

Diego jr gli sta preparando un regalo speciale per il papà: “Nel nostro girone siamo primi in campionato. La Lazio gioca bene e ritengo sia tra le più forti del torneo. Sarei sciocco a non pensare allo scudetto, sarà dura ma faremo di tutto. Poi se vinciamo il titolo lo voglio dedicare a papà. Non sarà importante come quelli che ha vinto lui, ma per me ha valore e so che anche a lui farà piacere”.

La Lazio beach soccer è una struttura che funziona. E se un giorno, magari per una estate, venisse ad allenarla proprio Maradona? “Sarebbe un sogno ma non credo che mio padre pensi al beach soccer come obiettivo di lavoro. In passato ci ha giocato. E’ un fuoriclasse anche lì ma ama l’erba dei campi di calcio. Mi piacerebbe invece che allenasse il Napoli Calcio, la squadra della mia città. Ora c’è Ancelotti, magari dopo. Adesso si diverte a guidare la Dinamo Brest in Bielorussia. Appena finisco il campionato lo raggiungo”.

Intanto, con i video di WhatsApp padre e figlio condividono emozioni e gol: “E se qualche volta non gliene mando mi scrive e me li chiede. Mio padre mi vuole bene, me ne ha sempre voluto, anche quando non eravamo uniti. E’ bello che tifi per me. Non so se riuscirò a fargli urlare forza Lazio, ma so che vuole che io vinca e porti a casa il mio scudetto”.

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Zaniolo, quando vincere il derby è l’unico modo per festeggiare

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Zaniolo

Zaniolo, al termine del 2-0 firmato Mkhitaryan-Pedro, si è lasciato andare ad uno dei suoi sfottò social contro i biancocelesti.

Ma Zaniolo forse non si è reso conto che, al di là del risultato finale, anche per la Roma c’era ben poco da essere felici. Lo 0-2 rimediato a casa Inter aveva infatti decretato che, il prossimo anno, i giallorossi (guidati dal neo eletto ottavo re di Roma Mourinho) saranno costretti a ripartire dall’anonimato della Conference League. In più c’è il primato cittadino, rimasto saldo nelle mani dei biancocelesti. I quali, c’è da sottolinearlo, hanno indubbiamente favorito il risultato avverso. Possono recriminare giusto per qualche occasione nel primo tempo, concessa dagli uomini di Fonseca troppo timorosi e sprecata malamente. Ma in generale – soprattutto dopo lo svantaggio – hanno dato l’impressione di essersi accontentati dell’Europa League centrata tre giorni prima col Parma. Un obiettivo minimo, alla luce delle aspettative (ben più alte) di inizio stagione. Alle quali, se avessero tenuto fede fino in fondo, probabilmente ora staremmo parlando di un risultato diverso. A Zaniolo & co cosa resta dunque? A parte il già citato approdo nell’Europa ‘minore delle minori’, c’è la ‘rivalsa’ per la brutta sconfitta dell’andata. Ben poco come consolazione, ma al talentino di quegli altri tanto basta. La sua felicità si è manifestata in tutto il suo fulgore sia, sugli spalti, da dove l’infortunio al ginocchio lo ha costretto a seguire la partita, che fuori. In una ‘storia’ pubblicata sul suo profilo Instagram, compare infatti una foto di una sua apparizione nella stracittadina e accanto la didascalia ‘Ciao belli’ e due pere (i due gol segnati). D’altronde, se la vittoria è di poco conto, il modo di festeggiarla non può non essere simile.

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