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Nel Parco di Centocelle trovato suolo tossico: tantissimi metalli pesanti

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Nel Parco di Centocelle trovato suolo tossico, presenti tantissimi metalli pesanti oltre i limiti consentiti dalla legge

Nel Parco di Centocelle trovato suolo tossico – Inoltre nel parco che non è ben conservato, sono presenti insediamenti abusivi, immondizia e incendi continui. Ora però arriva anche il suo tossico. 120 ettari inquinati con alcuni resti della Roma antica. Per questo il sottosuolo non ha passato il test superato la legge imposta nel 2006 a causa dei troppi metalli pesanti. La ricerca è stata effettuata dal CDCA dopo di che ha lasciato tutto in mani della Source International. I cittadini ed i privati hanno partecipando ad un bando privato con 5.000 euro. A quel punto sono stati prelevanti dei campioni di terreno in zone diverse del parco. L’esame è chiaro, si è superato il limite in alcune parti: berillio, selenio, stagnio, tallio, vanadio superano i tetti di legge in tutti i punti dei prelievi. In due di questi il berillio oltrepassa l’asticella fissata per le aree industriali. Un disastro, che purtroppo i cittadini conoscevano già, nei fatti se non nei numeri.

l’assessore all’Ambiente del V municipio Dario Pulcini tramite Facebook:“Le analisi sono state fatte insieme all’amministrazione e insieme faremo una conferenza stampa” ha scritto rispondendo ai cittadini. Immediata la smentita della presidente del CDCA: “Sono a tutti gli effetti ricerche indipendenti che il nostro centro studi ha ritenuto utile e opportuno effettuare nell’ambito di un percorso di affiancamento dei comitati cittadini attivi per la tutela del parco e in accordo con essi”.

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PROSEGUONO I CONTROLLI CONTRO GLI ABUSI

La Cronaca di Roma @ 2018

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“I tifosi non devono subire le conseguenze di chiusure di settori o dello stadio”

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Ingresso Curva Nord stadio Olimpico


IL MOVIMENTO DEI CONSUMATORI INVITA I CLUB DI SERIE A, AD ELIMINARE LE CLAUSOLE ABUSIVE DEI BIGLIETTI

IL MOVIMENTO DEI CONSUMATORI INVITA I CLUB DI SERIE A, AD ELIMINARE LE CLAUSOLE ABUSIVE DEI BIGLIETTI.

L’Antitrust ha riscontrato clausole vessatorie nei contratti di abbonamento della Serie A e ha avviato 9 procedimenti, nei confronti di Atalanta, Cagliari, Genoa, Internazionale, Lazio, Milan, Juventus, Roma e Udinese. Movimento Consumatori, dopo aver riscontrato l’esistenza di clausole in contrasto con il Codice del consumo, si occupa della tutela degli abbonati da gennaio 2018. In due anni ha inviato 16 diffide ad altrettanti club e ha promosso numerose azioni inibitorie collettive, tra cui quella conclusa vittoriosamente con la condanna della SS Lazio con l’Ordinanza 24 giugno 2019 emessa dal Tribunale di Roma. I profili di illegittimità delle clausole ricorrenti negli abbonamenti di Serie A riguardano non soltanto le violazioni oggetto dei procedimenti Agcm (esclusioni del rimborso del corrispettivo versato in caso di squalifica dello stadio o disputa di gare a porte chiuse o con chiusure di settori, per impossibilità sopravvenuta della prestazione, anche imputabile alla Società; esclusioni e limitazioni della responsabilità per colpa della società in caso di squalifica dello Stadio o di ordini che impongano lo svolgimento delle gare a porte chiuse o con chiusure di specifici settori), ma anche previsioni che consentono alle società di modificare unilateralmente le condizioni di contratto senza giustificato motivo e deroghe al ”foro del consumatore”.
Molte società, a seguito delle azioni di MC, hanno riconosciuto il principio per cui i tifosi che non hanno colpe non devono subire le conseguenze di chiusure di settori o dello stadio, per cui hanno diritto a rimborsi e risarcimenti, e hanno modificato i contratti rendendoli conformi a quanto previsto dal Codice del Consumo. Altre invece hanno riprodotto clausole abusive nelle condizioni di abbonamento della stagione in corso. ”Riteniamo non solo che i club destinatari dei procedimenti avviati dall’Agcm -afferma Marco Gagliardi del Servizio Legale MC- debbano immediatamente eliminare le clausole vessatorie, ma anche che la Lega Calcio si attivi per evitare che i consumatori subiscano un trattamento contrattuale diverso a seconda della maglia che indossano allo stadio, aprendo a un dialogo costruttivo e nell’interesse della platea degli abbonati italiani”. Ad ottobre scorso, MC ha invitato la Lega Calcio ad attivare un confronto per diffondere un modello di condizioni di abbonamento privo di clausole abusive. La Lega non ha tuttavia risposto.

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