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Primavera e “prima volta”: quando un tesseramento diventa rito biancoceleste

La Lazio Primavera mette nero su bianco il tesseramento di Francesco Gatto, centrocampista classe ’07. Nel calciomercato giovanile, ogni arrivo e ogni uscita raccontano continuità: la promessa passa anche dai dettagli con cui si costruisce domani, dentro lo stesso linguaggio biancoceleste.

Dal bilancio al campo: il mercato dei terzini e la Lazialità delle scelte

Tra cessioni come quella di Tchaouna e il nodo terzini (Lazzari e Pellegrini al centro di un possibile addio), la Lazio entra in una fase in cui il conto economico diventa linguaggio di rosa: sostenibilità, equilibrio e continuità tra presente e memoria.

Dal bilancio al campo: il mercato dei terzini e la Lazialità delle scelte

Tra cessioni come quella di Tchaouna e il nodo terzini (Lazzari e Pellegrini al centro di un possibile addio), la Lazio entra in una fase in cui il conto economico diventa linguaggio di rosa: sostenibilità, equilibrio e continuità tra presente e memoria.

Da “mettere l’elmetto” a Pulici junior: la presentazione di Gattuso e il linguaggio operativo della Lazio

Nella cornice societaria della Lazio, l’arrivo di Rino Gattuso è stato raccontato anche come cambio di grammatica: poche promesse, lavoro quotidiano e chiarezza. Tra l’idea di certezze richieste al mercato (anche dopo la cessione di Gila) e il richiamo alla speranza incarnata da Pulici junior, la conferenza diventa un piccolo patto biancoceleste: resistere all’incertezza senza perdere eleganza.
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FOCUS Luis Alberto — Il mago ha rotto l’incantesimo

FOCUS Luis Alberto — Reduce da un’annata più che positiva a livello personale, lo spagnolo ha iniziato la stagione in corso tra poche luci e troppe ombre. Nell’ultimo periodo però, l’ex Liverpool pare essere tornato il mago che ha incantato l’Olimpico

FOCUS Luis Alberto — Movenze che ricordano Billy Elliott, leggiadria e spensieratezza fuori dal comune e un piede destro capace di pensare autonomamente. Se poi si aggiungono predisposizione ai calci piazzati e agli assist e senso del gol, ecco che in poche righe si può riassumere l’identikit dello spagnolo. 34 presenze in campionato, 3 in Coppa Italia e 9 in Europa League, condite da 12 reti totali: questo lo score di Luis Alberto nella stagione 2017/2018, dopo la prima annata trascorsa ai margini ma decisiva nel percorso di adattamento del classe ’92.  La stagione in corso inizia, inevitabilmente, tra i fantasmi del 4° posto sfumato sulla linea del traguardo e una fragilità dettata probabilmente dalle eccessive pressioni e dalla concorrenza, che risponde al nome di Joaquin Correa. Gli viene assegnato il numero 10, una maglia importante, il cui peso si rivela però ben presto eccessivo per le sue spalle.

Da qui, dopo appena 2 gol realizzati (contro Frosinone e Apollon), inizia una parabola discendente caratterizzata da prestazioni opache, morale basso e convinzione di aver perso un treno, in virtù, oltretutto, delle coincidenti sontuose apparizioni del Tucu Correa. L’esplosione dell’argentino e la predisposizione di Caicedo ad agire all’occorrenza in coppia con Immobile fanno dello spagnolo il terzo incomodo, al punto tale che le voci circa un suo ritorno in Spagna non sembrano più senza fondamenta. Dedizione e duro lavoro però, si sa, pagano sempre, e allora non c’è da stupirsi se in breve Luis Alberto riprende in mano la bacchetta e gradualmente, come solo i grandi prestigiatori sanno fare, torna a stupire il pubblico con numeri d’alta scuola che farebbero impallidire perfino un coniglio in un cappello. Una prestazione maiuscola contro il Cagliari, seguita da quella di Bologna in cui si inventa le due giocate decisive da cui scaturiscono i gol della vittoria. Quindi una prestazione leggermente sottotono contro il Torino e una sosta natalizia che pare aver giovato al ritmo dello spagnolo, apparso in palla al rientro in campo nel match contro il Novara, aperto proprio dal suo sigillo. La stagione è lunga e ad attendere gli uomini di Inzaghi c’è un percorso pieno di insidie e ostacoli. La magia, però, può questo e altro, e i biancocelesti hanno bisogno dei numeri dello spagnolo per continuare a stupire.

LAZIO JUVE CANIGIANI 

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