LA NOSTRA STORIA – Gian Chiarion Casoni, classe e charme al servizio della Lazio

L’11 settembre 1932 a Venezia nasceva Giovanni Gian Chiarion Casoni. Figlio di Giorgio, indimenticato vicepresidente generale e della Sezione Calcio tra il 1940 e il 1960. Approdò giovanissimo con i fratelli Cin e Giorgio nelle fila biancocelesti fondando la S.S. Lazio Pallavolo di cui è stato più volte presidente e di cui era ancora presidente onorario al momento della sua scomparsa.

DA PRESIDENTE

Commissario straordinario della S.S. Lazio Calcio nel 1965 la consegnò nelle mani del nuovo presidente Umberto Lenzini. Vicepresidente con Andrea Ercoli nell’anno del primo scudetto laziale del 1974. Presidente dall’estate del 1981 al 1983. Presidente della sezione Pallamano all’inizio degli anni novanta, arrivò a sfiorare la conquista dello scudetto nel 1992.

UN SIGNORE DI ALTRI TEMPI

Bello, elegante, una perenne lieve abbronzatura. Casoni lo ricorderemo per il suo sorriso e per lo stile messi in mostra nei due anni in cui guidò la società che prese, salvandola, da Aldo Lenzini. Mai una parola fuori posto e sempre grande rispetto per i “cugini” della Roma, viveva la Lazio come una seconda pelle. E’ stato molto vicino alla società biancoceleste: prima alla famiglia Lenzini durante gli anni ’60 e in seguito quando la squadra scese in serie B per lo scandalo legato al calcio scommesse negli anni ottanta. Da Perugia era arrivato a Roma Ilario Castagner convinto di guidare una squadra di serie A mentre il direttore generale era Luciano Moggi. Entrambi retrocessero senza colpe.

UNA GRANDE FAMIGLIA

In quel periodo fu Casoni a condurre la società fino a poco prima dell’arrivo di Giorgio Chinaglia. In quegli anni riuscì a convincere un gruppo di tifosi laziali a stringersi attorno alla società: Roberto Clagluna sostituì Castagner e Antonio Sbardella rilevò il posto che fu di Moggi e in un paio di anni, con pochissimi mezzi e tanto amore a disposizione, riuscirono nell’intento di riportare la Lazio in Serie A.

LA SCOMPARSA

Scese ancora una volta in campo nel 2004, quando ci fu di nuovo lo spettro del fallimento societario, fondando l’associazione “Lazionista” e raccogliendo i fondi fra i tifosi laziali e i piccoli azionisti per l’aumento di capitale, anche perché mancava il consorzio di garanzie delle banche come nella precedente ricapitalizzazione. Dopo una lunga malattia Gian Chiarion Casoni il 30 gennaio 2007 si spense all’età di 75 anni. Durante la sua vita interpretò al meglio la figura del vero Laziale: leale, appassionato, elegante e con quel tanto di distacco verso gli aspetti più contingenti dell’esistenza.

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