LA NOSTRA STORIA Il centrocampista Guido Gratton

Ultime News

Il legame unico tra i tifosi e la Lazio: una passione oltre il calcio

Scopri come la tifoseria laziale plasmi l’identità del club con storie di fede, sacrificio e momenti indimenticabili dentro e fuori dal campo.

Fatti e curiosità poco noti nella storia della Lazio: segreti e aneddoti da scoprire

Dietro la storia della Lazio si celano aneddoti sorprendenti, simboli nascosti e leggende che ogni vero tifoso dovrebbe conoscere.

EDITORIALE Lazio, quando le parole pesano più delle intenzioni..e forse a volte è meglio stare zitti!

C’è un momento, sempre più frequente nel racconto sportivo...

Lazio Inter, Tifo Organizzato annuncia coreografia in Curva Nord: tifosi entusiasti

Il tifo organizzato della curva si prepara a un...
PUBBLICITA

LA NOSTRA STORIA Guido Gratton nasce a Monfalcone (TS) il 23 settembre 1932. Una vita di successo sportivo, una maturità problematica e una morte orrenda. Questa la sintesi della sua esistenza.

Cresce nel Parma e nel Vicenza ma fa il suo esordio in Serie A nella stagione 1952-1953 con la maglia del Como. L’anno dopo passa alla Fiorentina dove, voluto da Fulvio Bernardini, diventa una bandiera. Nel 1955-1956 vince lo Scudetto con il club viola. L’anno dopo conquista la Coppa Grasshoppers. Nel 1960 passa al Napoli. L’anno dopo Gratton è acquistato dall’Inter e poi a novembre girato alla Lazio in Serie B. Chiude la carriera in Toscana nell’Impruneta. Tra i convocati per il Mondiale del 1954 rimase nel giro della Nazionale fino al 1959. Terminata la carriera da calciatore diventa per breve tempo allenatore. Nel 1969-1970 guida la Salernitana in serie C. A fine stagione passa alla Paganese. In seguito allena anche il Foligno.

Divenne gestore di un circolo di tennis e dipingeva per passione. La sera del 18 novembre 1996, mentre era al circolo, fu aggredito selvaggiamente da sconosciuti a colpi di sedia e di racchetta probabilmente in un tentativo di rapina. Venne ritrovato in una pozza di sangue in coma e privo del portafoglio. Tentarono di salvarlo ma il 26 morì senza riprendere conoscenza. Oltre cinquemila persone presero parte al suo funerale nella Basilica di Santa Croce, a Firenze. Per ricordarlo la Fiorentina chiese alla Lega Calcio di poter effettuare un minuto di silenzio e giocò la gara successiva con la fascia nera al braccio.

SEGUICI ANCHE SU TWITTER