La nascita degli “Irriducibili”, una storia da raccontare

18 Ottobre 1987: sono ben 32 anni da quando apparve sulle gradinate dello Stadio Olimpico uno dei gruppi più importanti. Probabilmente il più innovativo del panorama Ultras nazionale e internazionale.

Lo striscione Irriducibili”, lungo addirittura 10 mt., apparve in Curva Nord per la prima volta in occasione di un Lazio-Padova. Quando un manipolo di ragazzi distaccandosi dal gruppo portante diventa nel tempo il più importante e numeroso della tifoseria organizzata biancoceleste. Il nuovo gruppo tenta di portare una nuova mentalità nel fare il tifo, nel modo di vivere la passione per la propria squadra. Il modello ispiratore è quello del “Casual Crew” Inglese. Quindi solo tifo simile a quello d’Oltremanica. Ci si veste in un certo modo. Non più tante sciarpe, niente tamburi. Si vive la squadra per tutta la settimana. I tifosi si organizzano e iniziano ad andare in trasferta in treno. Rifiutano la violenza gratuita scontrandosi solo con gruppi organizzati come loro.

Non siamo cani perché senza padrone! Non siamo sciolti, Irriducibili ci unisce, recita uno striscione dei primi anni. Numerose le coreografie organizzate dal gruppo nelle stracittadine. Rimasta nella storia dello sfottò e la goliardia tipica romana la coreografia “A.S. ROMA MERDA“. In quell’occasione gli “Irriducibili” entrarono in curva quando era ancora vuota. Con il nastro adesivo delimitarono i bordi delle lettere. Poi sui seggiolini all’interno dell’area delimitata dal nastro vennero pitturate con una bomboletta delle X bianche e il nastro venne tolto. Un’ora circa prima della partita tramite i megafoni della curva spiegarono alla gente che sarebbero state distribuite delle pettorine nere e bianche (assieme a quella bianca anche un cappellino bianco) e che solo chi aveva la X bianca sotto il proprio posto avrebbe dovuto prendere la pettorina e il cappellino bianchi mentre tutto il resto della curva quella nera.

Poco prima dell’ingresso in campo dei giocatori, mentre la gente indossava le pettorine, accesero dei fumogeni che coprirono l’intera curva al resto dello stadio. Quando il fumo svanì le 50.000 persone allo stadio rimasero esterrefatte. Altra clamorosa iniziativa fu quella di scendere in piazza e bloccare il trasferimento dell’idolo Beppe Signori dalla Lazio al Parma. O ancora più risalto quando l’11 maggio del 2000 organizzarono una grande manifestazione sotto Via Allegri. La settimana precedente l’ultimo incontro del campionato scoppiano le polemiche contro l’arbitro De Santis per via di un gol annullato a Cannavaro nell’incontro Parma-Juventus.

I tifosi organizzano una manifestazione di protesta, che sfocia in violenti tafferugli. L’appuntamento per i sostenitori biancocelesti è alle 14.00 davanti alla sede della FIGC. Protestano per i fatti della domenica precedente ma la situazione degenera e iniziano gli scontri con la Polizia, che spara lacrimogeni. Molti tifosi vengono feriti, i telegiornali aprono con la descrizione dei fatti. Il bilancio finale è pesante, molti arresti e parecchi feriti fra forze dell’ordine e manifestanti. Ma per la Lazio la settimana successiva arriva la conquista del secondo scudetto della sua centenaria storia.

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