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Nesta cuore biancoceleste: “Allenare la Lazio? Un sogno”

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Alessandro Nesta ex capitano Lazio


Alessandro è e rimarrà sempre nei cuori dei tifosi biancocelesti. L’ex capitano, attuale allenatore del Frosinone, è intervenuto ai microfoni di Radio Radio.

Le parole di Alessandro Nesta a Radio Radio: “La è forte, ha una grande rosa. Il lavoro della società ha dato ottimi risultati l tempo, ora è un club solido e importante. Speriamo che questa condizione duri nel tempo. Futuro sulla panchina della Lazio? E che ne so (ride ndr). Vediamo,devo ancora fare tanta gavetta. È un mestiere difficile che richiede esperienza, la sto facendo. La Lazio è una società importante, quindi allenarla sarebbe il sogno di tutti“.

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Champions Lazio finalmente ci siamo: stasera in campo dopo 13 anni

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Lazio


Champions – Dopo ben 13 anni, questa sera i biancocelesti scenderanno in campo per la prima partita del girone

Champions Lazio – Un ritorno emozionante per tutti i tifosi e squadra, l’attesa è stata tanta, le volte in cui si è sfiorata la qualificazione sono state moltissime ma finalmente questa sera alle ore 21.00 la Lazio scenderà sul prato verde dell’Olimpico e potrà giocare la partita. I giocatori in campo sentiranno la musichetta tanto sognata e sudata nella passata stagione e i tifosi da casa potranno gridare il fatitico “The Championssss”. L’avversario però è ostico, si parte subito con la squadra più difficile, i tedeschi del Borussia Dortmund che come la Lazio hanno qualche acciaccato. In dfiesa infatti, dovrebbe giocare Meunier che è un esterno/terzino e non è abituato a essere schierato come terzo di difesa, mentre il bomber Halaand viene dalle partite di Nazionale in cui è stato sempre titolare giocando anche un supplementare. Ma alla Lazio questo non dovrà importante, c’è il debutto, c’è la partita contro la Sampdoria da riscattare, quel 3-0 che non è andato giù per com’è arrivato, senza grinta e voglia, forse perché i calciatori già pensavano a oggi. E proprio la squadra e Inzaghi sanno che oggi è una partita molto importante, non hanno bisogno di ulteriori stimoli, già li hanno. Questa sera finalmente tutti quanti vivremo il sogno Champions sperando anche di poter guadagnare qualche punticino.

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LA NOSTRA STORIA – Lo scopritore di Chinaglia: Juan Carlos Lorenzo

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Il 20 ottobre 1922 (chi dice il 22) nasceva a Buenos Aires Juan Carlos Lorenzo. Ha allenato per due volte la Nazionale albiceleste, vinto una Coppa Intercontinentale e una Coppa Libertadores in Argentina e uno scudetto in Europa con l’Atletico Madrid. Due promozioni da allenatore della Lazio negli anni Sessanta. A lui, vero uomo di calcio, va il merito di aver intuito la grandezza di un gigante che giocava nell’Internapoli, Giorgio Chinaglia.

IL RAPPORTO TRA JUAN CARLOS LORENZO E LONG JOHN

Accompagnato dal figlio, tanti anni fa, Lorenzo imboccò l’autostrada del Sole per Napoli. Il tecnico si era innamorato di Long John e di Pino Wilson, anch’egli difensore della piccola squadra partenopea. Quello divenne l’inizio di un meraviglioso rapporto affettivo che legò l’allenatore argentino al suo pupillo. Legame tanto profondo che nel 1984, tredici anni dopo il suo addio alla , Chinaglia divenuto  Presidente della società biancoceleste lo rintracciò su una spiaggia di Miami per offrirgli la panchina. Scelta che però si rivelò infelice in quanto Don Juan, ormai avanti con gli anni, non era più quel tecnico intuitivo e affamato di vittorie che era stato precedentemente. Dopo sette sconfitte consecutive Chinaglia fu costretto a sostituirlo con il duo Oddi-Lovati.

GLI ANNI IN BIANCOCELESTE

Quasi duecento partite in panchina con la Lazio. Promozioni, vittorie commoventi come il 3-0 inflitto alla Juve a Torino o i cinque gol rifilati alla Fiorentina Campione d’Italia o, ancora, l’1-0 al Milan all’Olimpico in occasione del primo gol in serie A di Giorgio Chinaglia. Lorenzo gettò le basi per costruire la spina dorsale di quella Lazio che, tre anni dopo, vinse il suo primo scudetto. Trascorse l’ultimo anno da allenatore nel Boca Juniors nel 1987. Juan Carlos Lorenzo è deceduto a Buenos Aires il 14 novembre 2001 nella sua città natale. Di lui, a parte le scaramanzie di cui si è scritto tanto, resta il ricordo di un uomo di calcio capace di slanci e provocazioni. E, soprattutto, colui che decise di legare Giorgione ai nostri colori strappandolo alla concorrenza.

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