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LA NOSTRA STORIA Gabriele Podavini, bresciano con l’Aquila nel cuore

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Il 25 novembre 1955 nasce a Prevalle (BS) Gabriele Podavini. Nel 1982 arriva alla Lazio su suggerimento del tecnico Clagluna dopo aver fatto tutta la trafila nelle giovanili del Brescia.

LA LAZIO

Con la squadra romana Gabriele Podavini ha disputato cinque campionati. Fu un terzino dotato di buona tecnica e in possesso di un tiro forte e preciso. Nella famosa partita Lazio – Lanerossi Vicenza del 21 giugno 1987 fu lui ad effettuare il passaggio decisivo a Giuliano Fiorini che, segnando la rete del successo laziale, permise ai biancocelesti di poter arrivare agli spareggi di Napoli per la permanenza in serie B nella stagione in cui la società fu penalizzata di 9 punti. Con la Lazio ha collezionato 148 presenze e 7 reti in campionato. Uno di quei giocatori a cui i tifosi laziali si sono affezionati davvero per il suo modo di essere, sia dentro che fuori dal campo.

LA LAZIO DEI -9

Un ragazzo semplice che dava tutto per la maglia e che, nonostante le origini bresciane, capì sin da subito quanto possa essere importante il senso di appartenenza ai colori biancocelesti. Da sempre legato a quei colori si è spesso soffermato a parlare di quella squadra di “eroi” guidata da Fascetti e dei suoi sogni per il futuro. Sull’onda dei ricordi, queste le sue parole sulla Lazio dei -9: “Ricordo che eravamo già partiti per il ritiro estivo e la notizia della retrocessione arrivò come un macigno. Fascetti, si sa, fu molto chiaro: ‘chi se la sente rimanga, chi, anche minimamente, ha qualche dubbio può tranquillamente fare le valigie’. Noi giocatori ci guardammo negli occhi e decidemmo di rimanere”.

E ANCORA…

“Quello – oltre l’apporto dei tifosi che fu qualcosa di unico e speciale – fu il momento cruciale che ci permise di raggiungere quel traguardo storico. Ma il motore e la forza di quella squadra furono proprio i nostri sostenitori: 35-40mila spettatori di media sono un vero record per una squadra di Serie B. Quei tifosi erano veramente pazzi per la loro squadra, amavano sia i giocatori che la maglia. Ancora ricordo le coreografie che facevano, mi emozionavo come un fanciullo ed avevo i brividi solo nel vederle. Ne ricordo una in particolare con un immenso telone raffigurante l’aquila che piano piano scendeva sulle loro teste. Un’altra grande differenza dai miei tempi è il rapporto che c’era tra giocatori e tifosi. Era un piacere per noi incontrarli per strada e fermarsi qualche minuto con loro”
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IL RAPPORTO CON I TIFOSI

In un Lazio-Milan per stimolare i propri giocatori i sostenitori biancocelesti esposero uno striscione con il suo nome come esempio di attaccamento alla maglia: “E’ stato un attestato di stima e di affetto che ogni calciatore vorrebbe ricevere dai propri tifosi. Ho dato tanto per questa maglia ma ho ricevuto altrettanto, ho goduto dell’amore di questa gente fantastica”.

BRESCIANO MA CUORE LAZIO

“Io sono nato a Brescia e ne sono simpatizzante, ma la mia squadra è la Lazio. Quando i biancocelesti vinsero lo scudetto nel 2000 appesi al balcone a Brescia uno striscione con su scritto ‘Grazie Magica Lazio, come godo!’. Ora sono anni che alleno a livello dilettantistico ma il mio sogno è sedere sulla panchina biancoceleste”.

IL RAPPORTO CON LA CAPITALE

“Roma mi manca, l’ultima volta che ci sono stato fu in occasione del Centenario ma spero di tornarci presto. Mi auguro che, una volta cresciuti i miei figli, mia moglie mi cacci di casa in modo da poter venire ad abitare li. Ai laziali auguro le gioie più belle perché le meritano davvero. Credetemi sarei felicissimo se capitasse, come lo sono quando ancora oggi riesco ad interagire con voi perché è proprio in questi momenti che mi sento sempre più dentro un mondo al quale sono rimasto tanto affezionato”
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LA NOSTRA STORIA – Gabriele Sandri: “Meravigliosa Creatura”

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Gabriele Sandri detto Gabbo tifoso laziale assassinato


Oggi, 23 settembre, ricorre la nascita di Gabriele Sandri. Il ventiseienne tifoso della Lazio scomparso prematuramente per mano di Luigi Spaccarotella.

Agente della Polizia stradale che l’11 novembre del 2007 nell’area di servizio di Badia al Pino esplose dei colpi di pistola verso un’auto di tifosi biancocelesti. Gabriele Sandri si stava recando, in compagnia di amici, a Milano per assistere a Inter-Lazio. Gabbo, questo il suo soprannome, è rimasto nel cuore di tutti i sostenitori biancocelesti. Fratelli di stadio che lo ricordano sempre con immenso affetto e commozione.

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