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ACCADDE OGGI 5 gennaio 1992: Lazio-Foggia 5-2 (VIDEO)

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Come volevasi dimostrare gol e spettacolo nell’incontro tra la del pratico Zoff e il di Zeman: 5-2 il risultato finale. Pesante nei confronti dei rossoneri che, nonostante l’inferiorità numerica per quasi un’ora di gioco, meritano comunque applausi per la prova sostenuta sul campo.

Sin dall’inizio le squadre danno a intendere ciò che l’incontro potrà offrire. Azioni su azioni, continui ribaltamenti di fronte che lasciano gli spettatori con il fiato sospeso perché, sia da parte della Lazio che del Foggia, si ha l’impressione che il gol debba arrivare da un momento all’altro. Infatti, passano appena 10 minuti ed è subito gol: Bacci serve sulla destra Doll, il tedesco si libera per il tiro e con una botta spettacolare porta in vantaggio i biancocelesti. Trascorrono appena tre minuti e si illumina Zemanlandia, sinistro dal limite di Shalimov dopo una sponda di Petrescu, palla sotto l’incrocio alle spalle di Orsi – sostituto del febbricitante Fiori – ed è subito 1-1.

La partita è sempre più spettacolare, le azioni continuano a susseguirsi senza un attimo di tregua. Al 16′ la squadra di Zoff si porta di nuovo in vantaggio. Questa volta è l’altro tedesco Karl Heinze Riedle che con un imperioso stacco di testa su cross di Bergodi insacca alle spalle del portiere foggiano Mancini. Subito dopo è ancora la Lazio a sfiorare la marcatura con Ruben Sosa che davanti all’estremo difensore del Foggia spreca la più semplice delle occasioni. Rossoneri però che non demordono, anzi, al 21′ raggiungono la parità. È ancora Shalimov dopo una combinazione Petrescu-Kolivanov a mettere dentro. Partita di nuovo sul binario del pareggio e tutto da rifare.

Il Foggia continua a giocare di rimessa lanciando nelle praterie lasciate aperte dai biancocelesti le frecce del proprio arco. Il trio Kolivanov-Baiano-Signori impegna seriamente e di continuo la retroguardia laziale. Al 34′ però Sosa parte in slalom e con un perfetto assist serve Riedle, l’attaccante alza la palla a palombella per scavalcare Matrecano che blocca la sfera con le mani. Cesari, il direttore di gara, estrae il cartellino rosso ed espelle il centrale rossonero. Zeman corre ai ripari e inserisce Napoli al posto di Kolivanov. Nonostante l’inferiorità numerica il Foggia continua a macinare gioco come niente fosse.

Shalimov nel ruolo di moderno centromediano metodista sventaglia suggerimenti e si propone spesso come tiratore aggiunto nei varchi lasciati aperti da Baiano e Signori. Al 38′ a rompere l’equilibrio è ancora Riedle che con un altro stacco di testa su traversone del connazionale Doll porta di nuovo in vantaggio i suoi. Nella ripresa Zoff nel tentativo di arginare le iniziative di Codispoti lascia negli spogliatoi Sclosa e inserisce Stroppa. Ripresa sulla falsariga del primo tempo fino all’81’ quando è proprio Stroppa, in seguito a una azione di sfondamento, a realizzare il gol del 4-2. Ma non è finita qui perché passano appena due minuti ed è Sergio a fissare il risultato sul definitivo 5-2.

IL TABELLINO

LAZIO: Orsi, Bergodi, Sergio, G. Pin, Corino, Soldà, Bacci, Doll, Riedle (78′ Neri), Sclosa (46′ Stroppa), Sosa. A disp.: Roma, Vertova, Melchiori. All. Zoff

FOGGIA: F. Mancini, Codispoti, Grandini, Shalimov, Matrecano, Consagra, Kolyvanov (34′ T. Napoli), Petrescu (71′ Rambaudi), Baiano, Barone, Signori. A disp.: Rosin, Porro (I), Musumeci. All. Zeman

Arbitro: Sig. Cesari (Genova)

Marcatori: 10′ Doll, 12′ Shalimov, 16′ Riedle, 21′ Shalimov, 38′ Riedle, 81′ Stroppa, 83′ Sergio

Note: ammoniti Bacci e Sclosa. Espulso al 34′ Matrecano. Antidoping per Sergio, Stroppa, Signori, Matrecano

Spettatori: 41.502

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LA NOSTRA STORIA – Karl Heinz Riedle, il tedesco volante

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Il 16 settembre 1965 nasce a Weiler l’ex attaccante della Lazio Karl Heinz Riedle. Inizia a giocare nei dilettanti con la squadra del suo paese natale e poi con l’Augsburg dove resta fino al 1985/86. Nella stagione seguente è titolare nel BW 90 Berlin. Nel 1987/88 viene acquistato dal Werder Brema dove gioca fino alla stagione 1989/90.

LE CARATTERISTICHE

Attaccante determinato e coraggioso, puntava la rete cercando sempre la profondità. Spigoloso ma corretto, amato dai sostenitori biancocelesti perché usciva dal campo sempre e solo dopo aver dato il massimo sul terreno di gioco. Il suo colpo migliore – nonostante non fosse molto alto – con il quale ha realizzato la maggior parte delle sue reti era il colpo di testa. Abilità dovuta a una straordinaria capacità di rimanere sospeso in aria e da un tempo di stacco perfetto, il colpo secco di fronte terminava spesso in fondo alla rete.

L’ARRIVO ALLA

Nella stagione 1990/91 è Gian Marco Calleri a portarlo a Roma per 10 miliardi di lire. In maglia biancoceleste disputa tre campionati: nei primi due gioca accanto a Ruben Sosa, mentre l’ultimo al fianco di Giuseppe Signori. Quando Sergio Cragnotti lo cede al Borussia Dortmund, i tifosi laziali protestano ma il tutto scema presto per via dell’acquisto del campione croato, Alan Boksic. Con la Lazio l’attaccante tedesco vince il Trofeo Città de La Linea nel 1990 e la Coppa delle Capitali nel 1992.

IL RITORNO IN GERMANIA

Nel Borussia gioca dal 1993/94 al 1996/97. Nel 1997/98 si trasferisce nelle file del Liverpool e nel 2000 al Fulham nella serie B inglese. Terminata la carriera agonistica intraprende quella di allenatore in Inghilterra. Durante la sua carriera ha vestito anche la maglia della Nazionale Tedesca esordendo nel 1987. In seguito vince i Mondiali del 1990, partecipa al Campionato europeo del 1992 e viene convocato anche per i Mondiali del 1994.

DOPO IL RITIRO

Da tecnico “Kalle”, questo il suo soprannome, guida il Fulham ma oltre ad allenare diventa dirigente sportivo nel club svizzero del Grasshopper per poi fondare un’agenzia professionale, la Trustar AG. Inoltre l’ex centravanti tedesco ha aperto una scuola calcio ad Oberstufen chiamata “Kalle Riedle Soccer Academy”.

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