Il 22 febbraio 1987 ci lasciava il Presidente del primo scudetto: Umberto Lenzini.
Nel 1965-66, il primo campionato alla guida della società, la Lazio riuscì a raggiungere la salvezza. Il presidente Umberto Lenzini non riuscì però ad evitare la retrocessione nella serie cadetta l’anno seguente. Nel 1969, con la squadra in B, fu grande protagonista del calciomercato biancoceleste. Portò a compimento acquisti che si rivelarono essere tra i più importanti della storia della squadra. Tra i nuovi giocatori Giorgio Chinaglia e Giuseppe Wilson, acquistati per duecento milioni di lire dall’Internapoli. I due furono grandi protagonisti della squadra. Sotto la guida di Tommaso Maestrelli la Lazio tornò subito in serie A. Nella stagione 1973-74 entrò di diritto nella storia della Lazio per essere riuscito a conquistare il primo scudetto della società biancoceleste.
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3 caricatiLA NOSTRA STORIA – Vincenzo Paparelli: PER NON DIMENTICARE
28 ottobre 1979, una data ben scolpita nella mente dei tifosi della Lazio. Quel giorno di 45 anni fa a Roma si giocava un derby e in Curva Nord successe l’irreparabile. Nell’attesa del fischio d’inizio Vincenzo Paparelli, in compagnia di sua moglie, come un normale tifoso stava mangiando un panino.
ALL’IMPROVVISO LA TRAGEDIA
A un certo punto dalla curva dei romanisti partono tre razzi di segnalazione. Due finiscono fuori dagli spalti dopo un lungo zig-zag, il terzo prende la direzione della Curva Nord e fu fatale. Non un zig-zag verso il cielo ma una linea retta di quasi 150 metri che colpì Paparelli in pieno volto conficcandosi dentro un occhio. Per la famiglia purtroppo fu la tragedia. A nulla servirono i soccorsi dei tifosi laziali presenti e successivamente dell’ambulanza che lo portò di corsa al Santo Spirito dove arrivò cadavere. Fu una tragedia in una giornata in cui si giocava semplicemente un derby. Una partita che poi non si sarebbe dovuta giocare fra la tanta la rabbia dei tifosi laziali. Il colpevole era un ragazzo di soli 18 anni, tale Giovanni Fiorillo, di professione pittore edile disoccupato. Anche la sua vita, in un modo o nell’altro, fu segnata perché da allora prima fu latitante in Svizzera poi, stretto dal rimorso, si costituì venendo condannato a 14 anni di reclusione. Nel 1993 morì per un male incurabile.
12 maggio 1974 La Lazio conquista il primo scudetto (VIDEO)
LA NOSTRA STORIA Dopo aver sfiorato il titolo l’anno precedente, a un anno dal ritorno in Serie A, la Lazio conquista il primo scudetto della storia della società biancoceleste.
Alla penultima giornata la Lazio ospita il Foggia. Nonostante un primo tempo all’attacco il risultato al termine dei primi 45′ resta fermo sullo 0-0. Nella ripresa però Giorgio Chinaglia trasforma un rigore concesso a favore della squadra di Maestrelli decidendo lo Scudetto. La Lazio per la prima volta inserì così il suo nome nell’albo d’oro del Campionato.
IL TABELLINO
LAZIO-FOGGIA 1-0
Marcatori: 15’ st Chinaglia (rig.)
Lazio: Pulici, Petrelli, Martini (5’ st Polentes), Wilson, Oddi, Nanni, Garlaschelli, Re Cecconi, Chinaglia, Frustalupi, D’Amico. A disp.: Avagliano, Franzoni. All.: Maestrelli.
Foggia: Trentini, Cimenti, Colla, Pirazzini, Bruschini (21’ st Golin), Scorsa, Fabbian, Valente, Villa, Rognoni, Pavone. A disp.: Giacinti, Delneri. All.: Toneatto. Arbitro: Panzino.
LA NOSTRA STORIA – La scomparsa di Giorgio Chinaglia
Il primo aprile 2012 veniva a mancare in Florida Giorgio Chinaglia, mito della generazione degli anni ’70.
Giorgio Chinaglia era l’idolo dei tifosi della Lazio e non solo. Insieme a Gigi Riva era il simbolo del calcio italiano. Forse il protagonista principe del primo scudetto biancoceleste. ‘Long John’, questo il suo sopranome, si è spento all’età di 65 anni a causa di un infarto. Una vita piena di guai e polemiche. Ma anche ricca di gol, soldi e successi. Fu uno degli uomini che fecero di un piccolo gruppo di scalmanati una squadra potente. Una squadra che rese una intera tifoseria orgogliosa del proprio mondo. Un mondo che nel nome del suo idolo, Giorgio Chinaglia, da piccola realtà si ritrovò a combattere contro le potenze del nord.
LONG JOHN E GLI ANNI ’70
Anni in cui il costume sociale e calcistico fu molto ben rappresentato da quella Lazio. Giornate trascorse sul campo di Tor di Quinto tra polemiche e liti. A volte anche violente con i compagni di squadra. O almeno con quelli che non facevano parte del suo clan. Poi però la domenica diventavano al fianco del loro condottiero un blocco unico e compatto. Una squadra che reagiva con grande unità a tutte quelle ingiustizie sociali che avevano segnato le sorti della società biancoceleste.


