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LA NOSTRA STORIA L’ex difensore Giovanni Molino

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LA NOSTRA STORIA Giovanni Molino nasce a Caresana (VC) il 3 aprile 1931. Il suo vero nome di battesimo è Giancarlo, ma è noto come Giovanni.

Molino inizia la carriera nel 1948 nel Casale, dove gioca un campionato da titolare. Nella stagione 1950-1951 Molino passa al Torino, dove gioca solo la sua gara d’esordio. Torna quindi una stagione al Casale per poi rientrare al Torino dove disputa tre campionati. Nel 1955 viene acquistato dalla Lazio. Gioca in biancoceleste per sei stagioni. In biancoceleste vince la Coppa Italia del 1958 contro la Fiorentina nella gara terminata 1-0. Nel mercato autunnale 1961/62 viene ceduto al Napoli. Nella stagione 1963/64 ne diventa anche allenatore. Lasciato il calcio diventa collezionista di opere d’arte moderna. Nel 1965 apre due prestigiose gallerie in Via Margutta e in Via del Babuino. Nel 1992 cessa l’attività di gallerista a causa della morte prematura della figlia Cristiana e ritorna al suo paese natio. Nel 2014 apre una nuova galleria a Milano, in Via Costanza, gestita dalla secondogenita Gloria.

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LA NOSTRA STORIA Silvio Piola, il più grande in assoluto

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Silvio Piola leggendario bomber della Lazio e della Nazionale


A Robbio, un piccolo paese immerso nelle risaie pavesi, il 29 settembre del 1913 nasceva Silvio Piola. Da molti considerato il calciatore italiano più forte di tutti i tempi. Una leggenda del nostro calcio. In oltre ventiquattro anni di carriera con Pro Vercelli, Lazio, Torino, Juventus e Novara, ha realizzato 274 reti in Serie A. Un primato che dura dal 7 febbraio 1954.

Silvio Piola è ancora oggi il capocannoniere storico in Serie A della Pro Vercelli (51 reti), della Lazio (143) e del Novara (70). In Nazionale ha dato il meglio di sé portando gli azzurri di Vittorio Pozzo alla vittoria nel Campionato del Mondo di calcio di Francia del 1938. Segnò cinque reti in quattro partite, tra cui la doppietta in finale contro l’Ungheria. Figura al terzo posto tra i marcatori azzurri di sempre con 30 reti (dietro a Riva e Meazza). Il tutto soltanto in 34 partite in azzurro, con una media gol di 0,88 reti a partita.

Nel 1954 si è ritirato dal calcio giocato. Dopo un’esperienza come allenatore a Cagliari in B e a Piacenza, nel 1957, entrò in Federazione come talent scout e allenatore dei giovani. Ruolo che ricoprì fino al 1976 quando andò in pensione. Affetto dal morbo di Alzheimer morì il 3 ottobre 1996 pochi giorni dopo il suo ottantatreesimo .

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