lazio escalante

LAZIO Escalante si presenta: “Voglio arrivare in alto”

Il neo acquisto della Lazio Escalante si presenta. Le parole dell’ex Eibar, intervistato sul sito ‘nike.com’.

LAZIO Escalante: “Nella Liga ho trovato un gioco differente rispetto a quello argentino e italiano, un pò più tecnico. All’inizio non è stato semplice. Durante la quarantena mi sono divertito a cucinare e a imparare nuovi piatti. Adesso gioco a Call of Duty: gioco con qualche amico dell’Argentina e qualcun altro di qui. Quando vinciamo urlo ed esulto, tanto che mia moglie vorrebbe picchiarmi (ride ndr). Mentre gioco invece c’è una certa concentrazione, non si sente un rumore“.

Obiettivi? Aspiro sempre al meglio, è normale. Voglio arrivare il più in alto possibile. La Nazionale Argentina è il massimo, la sogniamo tutti fin da piccoli. Quando voglio disconnettermi dal calcio, torno a casa e lascio tutto fuori. Sto tranquillo e passo qualche momento con la mia famiglia. Credo sia la cosa migliore“.

L’italiano? Mi piace quando qui rispondono al telefono e dicono ‘Pronto?’. Mi sto allenando con la lingua, ma parlare davanti allo specchio di casa e al microfono non è la stessa cosa. Musica? Nell’Eibar c’erano tanti sudamericani e nello spogliatoio un pò ne mettevamo. Fortuna? Non ho riti scaramantici prima di entrare in campo. Mi piace viaggiare. Se c’è una cosa che non devo dimenticare quando vado in giro con la squadra è il telefono, senza dubbio (ride ndr)“.

La famiglia? Quando hai 13-14 anni è la cosa più importante. E’ il momento chiave, perchè inizi un percorso difficile. Se non hai qualcuno che ti controlla, ti appoggia e ti sostiene, tutto diventa più complicato. Prima di una partita sono concentrato e voglioso di contribuire ai risultati della squadra. Cerco comunque di prendermela con calma. L’esordio è pazzesco, una sensazione folle nel petto. Ti muovi in campo e inizi a guardarti intorno, come se i piedi non toccassero terra. Per me è stato ancora più bello perchè ho esordito con il Boca, di cui ero tifoso. Essere qui per me era un sogno, più che altro. Sto facendo un percorso e non so se questo sia il mio miglior momento. Può succedere di tutto. Dipenderà da me, dalla preparazione mentale, dai miglioramenti. E’ la costanza, la voglia che fa di una persona un atleta. Nel calcio è difficile mantenere i momenti positivi, ma bisogna sempre continuare a lavorare“.