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GOAL 50 – Vince Lewandowski. Anche Immobile nella classifica dei migliori calciatori 2019/20

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Robert Lewandowski del Bayern Monaco e Pernille Harder del Chelsea hanno conquistato la tredicesima edizione della Goal 50. In classifica figura anche Ciro Immobile

 

La Goal 50 è il premio annuale istituito da Goal che premia i 25 migliori calciatori e le 25 migliori calciatrici attraverso i voti di centinaia di giornalisti e corrispondenti sparsi in tutto il Mondo.  Parlando in esclusiva a Goal, Lewandowski ha dichiarato: “Conquistare un premio individuale è molto bello. Il calcio è uno sport di squadra, ma questi premi significano molto per me. Dimostrano che il duro lavoro viene ripagato. Finché giochi a calcio devi restare affamato. Soltanto a carriera finita puoi concentrarti su quello che hai vinto. Arrivare al vertice è difficile, ma restare al vertice lo è ancora di più”. L’intervista completa realizzata con Lewandowski sarà pubblicata su Goal mercoledì 11 novembre. Il polacco ha conquistato il primo posto nella Goal 50 grazie ai 55 goal messi a segno nelle 47 gare disputate con la maglia del Bayern Monaco che gli hanno permesso di diventare il capocannoniere della Bundesliga, della DFB-Pokal e della Champions League, vinta proprio dal club tedesco. Alle spalle di Lewandowski, il centrocampista del Manchester City Kevin De Bruyne (2°), Lionel Messi (3°), Neymar (4°) e Cristiano Ronaldo (5°). Trova posto in classifica anche il capocannoniere della Serie A e Scarpa d’Oro 2019/2020 Ciro Immobile (19°), unico calciatore italiano presente nell’elenco maschile. Serie A rappresentata anche da Romelu Lukaku (15°) e Paulo Dybala (25°).

 

LA CLASIFICA FEMMINILE

Pernille Harder, invece, conquista la Goal 50 femminile per la seconda volta in quattro anni, essendo già stata nominata migliore calciatrice nel 2017. L’attaccante danese ha segnato 27 goal nelle 21 gare disputate col Wolfsburg in campionato e 9 in Champions League, prima di lasciare il club tedesco per trasferirsi al Chelsea. Intervistata in esclusiva da Goal, Pernille Harder ha dichiarato: “È sempre bello vincere dei premi individuali. Significa che stai facendo le cose giuste nel modo giusto. Naturalmente  vincere questi premi dipende anche dalla squadra e dal team. Ho avuto delle compagne di squadra fantastiche al Wolfsburg e mi sono divertita moltissimo“. L’intervista completa realizzata con Pernille Harder sarà pubblicata su Goal giovedì 12 novembre. Il podio delle calciatrici è completato da Vivianne Meidema, attaccante olandese dell’Arsenal e da Lucy Bronze, difensore inglese del Manchester City. In classifica è presente, per la prima volta, anche una calciatrice italiana: l’attaccante della Juventus Cristiana Girelli.

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LA NOSTRA STORIA L’ex difensore-centrocampista Lionello Manfredonia

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LA NOSTRA STORIA Lionello Manfredonia nasce a Roma il 27 novembre 1956. La Lazio lo acquista quindicenne dal Don Orione, società di Monte Mario dove ha iniziato, pagandolo un milione di lire e strappandolo alla Juventus.

Lionello Manfredonia è convocato tre volte nella Nazionale Juniores e nel Torneo Giovanile Principato di Monaco del 1973. Con Bruno Giordano, Stefano Di Chiara e Andrea Agostinelli conquista lo scudetto Primavera 1975/76. Giulio Corsini lo nota e lo fa allenare con la prima squadra nel precampionato. Fa il suo esordio in Serie A non ancora diciannovenne. Tre giorni dopo gioca addirittura in Coppa UEFA contro il Barcellona di Johan Cruyff. La stagione seguente è quella della consacrazione e diventa titolare inamovibile.

Gioca sei gare nella Nazionale Under 21. Poi quattro presenze nella Nazionale Militare, terza al Campionato Militare Internazionale 1977 a Damasco (Siria). Nella stagione 1977/78 Enzo Bearzot lo convoca in Nazionale. Gioca tre partite, poi una partita nella Nazionale B, tre nella Nazionale Militare e cinque nell’Under 23. Bearzot lo convoca tra i ventidue per il Mondiale in Argentina del 1978. La Lazio manda il giovane Manfredonia senza un dirigente lasciandolo in balìa della stampa. Non scende mai in campo e a causa di alcune dichiarazioni e particolari atteggiamenti entra in contrasto con il CT. Gioca solo un’altra partita dopo il Mondiale e tre nella Nazionale B.

Nel 1979 sposa la fidanzata Anna. Le grandi squadre del nord chiedono di acquistarlo a suon di miliardi ma Umberto Lenzini rifiuta ogni proposta. Nel 1980 è coinvolto con Giordano, Wilson e Massimo Cacciatori nello scandalo del calcioscommesse. È il primo ad essere fermato ed arrestato in tribuna a Pescara il 23 marzo 1980. Condotto con i tre al carcere di Regina Coeli vi resta rinchiuso per quasi 2 settimane. Sarà squalificato per tre anni e 6 mesi e la Lazio retrocessa in Serie B. Nel 1982 l’Italia vince i Campionati del Mondo in Spagna e gli squalificati vengono amnistiati. Grazie a lui e a Bruno Giordano la Lazio torna in Serie A. Gioca due partite, da capitano, con la Lega Nazionale Serie B Under 21.

Nell’estate 1984 l’allora Presidente Giorgio Chinaglia, per risanare le casse della Lazio pensa di vendere sia lui che Giordano. Il rifiuto dei due sconvolge i piani del Presidente. La stagione è un calvario e già al girone d’andata la Lazio è spacciata. La squadra paga anche i rapporti non più buoni tra Manfredonia e Giordano. Chinaglia abbandona la presidenza e Manfredonia si trasferisce alla Juventus. Con la maglia biancoceleste ha vinto un Campionato Under 23 nel 1973/74, un Torneo di Sanremo nel 1974 e il Campionato Primavera 1975/76. Con la Juventus vince uno Scudetto e una Coppa Intercontinentale. Nel 1987 passa alla Roma. Il trasferimento viene visto come un ‘tradimento’ dai tifosi laziali e provoca una spaccatura tra quelli romanisti. È convocato nella Lega Nazionale Serie A.

Il 30 dicembre 1989 si gioca Bologna-Roma, fa molto freddo e il terreno è ghiacciato. Manfredonia, dopo solo sei minuti, crolla a terra privo di sensi. Tra i primi a soccorrerlo c’è proprio l’amico Bruno Giordano che gioca con i felsinei. Intervengono il dottor Ernesto Alicicco e il massaggiatore Giorgio Rossi che gli praticano il massaggio cardiaco e la respirazione bocca a bocca. Trasportato all’Ospedale Maggiore in coma la diagnosi è infarto del miocardio di piccola dimensione. Trascorre il Capodanno all’ospedale bolognese privo di conoscenza. Con lui la seconda moglie Carolina e l’amico Cabrini con sua moglie Consuelo. Si sveglia 42 ore dopo il dramma. Appesi gli scarpini al chiodo assume il ruolo di Direttore Sportivo del Vicenza (premio Guerin d’oro per la serie B nel 1999/00) e poi del Cagliari. Svolge la professione di agente di calciatori.

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