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LA NOSTRA STORIA – La scomparsa di Giorgio Chinaglia

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Il primo aprile 2012 veniva a mancare in Florida Giorgio Chinaglia, mito della generazione degli anni ’70.

Giorgio Chinaglia era l’idolo dei tifosi della Lazio e non solo. Insieme a Gigi Riva era il simbolo del calcio italiano. Forse il protagonista principe del primo scudetto biancoceleste. ‘Long John’, questo il suo sopranome, si è spento all’età di 65 anni a causa di un infarto. Una vita piena di guai e polemiche. Ma anche ricca di gol, soldi e successi. Fu uno degli uomini che fecero di un piccolo gruppo di scalmanati una squadra potente. Una squadra che rese una intera tifoseria orgogliosa del proprio mondo. Un mondo che nel nome del suo idolo, Giorgio Chinaglia, da piccola realtà si ritrovò a combattere contro le potenze del nord.

GIORGIO CHINAGLIA E GLI ANNI ’70 

Anni in cui il costume sociale e calcistico fu molto ben rappresentato da quella Lazio. Giornate trascorse sul campo di Tor di Quinto tra polemiche e liti. A volte anche violente con i compagni di squadra. O almeno con quelli che non facevano parte del suo clan. Poi però la domenica diventavano al fianco del loro condottiero un blocco unico e compatto. Una squadra che reagiva con grande unità a tutte quelle ingiustizie sociali che avevano segnato le sorti della società biancoceleste.

CHINAGLIA UN UOMO DA GESTI ECLATANTI

Da allora i problemi li incontravano gli avversari, gli arbitri e a volte persino gli allenatori. Come nel caso di Ferruccio Valcareggi. L’allenatore passato alla storia per essersi preso il primo ‘vaffa’ in mondovisione della storia del calcio. Uomo da pochi compromessi, fece del ‘sopra le righe’ il suo marchio di fabbrica. Uomo generoso oltremodo. Capace di lasciare la Lazio per andare a giocare nel Cosmos lasciando la sua squadra in difficoltà. Ma anche capace di tornare sui suoi passi rientrando in Italia per acquistare la sua squadra del cuore. Come quei migranti che costretti ad emigrare per garantirsi una vita decente poi tornano alle origini per condividere con i propri cari i frutti del successo ottenuto. Da calciatore alcuni suoi gesti hanno fatto la storia. Come quando dopo un gol nel derby corse con il dito indice alzato sotto la Curva Sud.

L’ARRIVO ALLA LAZIO DI CHINAGLIA

Arrivò alla Lazio nel 1969, a 22 anni, dall’Internapoli. In pochissimo tempo fece breccia nei cuori dei sostenitori laziali a suon di gol. Reti spesso realizzate in seguito a sgroppate terribili e tiri di potenza che bucavano le reti avversarie. Con Maestrelli, guida e padre di quel gruppo da sogno, divenne capocannoniere in B con 21 gol. Riuscì, senza giocare in serie A, anche a conquistare la Nazionale. Con D’Amico, Frustalupi, Garlaschelli, Re Cecconi, Wilson, fu capace nel 1974 di arrivare al primo indimenticabile scudetto. Dopodiché, come detto, la fuga in America. Poi il ritorno da salvatore della sua Lazio nel 1983 come presidente. Una avventura terminata con una disastrosa retrocessione in B due anni dopo.

RE GIORGIO E IL PASSAGGIO AI COSMOS

Una vita segnata da grandi successi anche quando si trasferì ai Cosmos per giocare al fianco di campioni del calibro di Beckenbauer, Carlos Alberto, Cruyff, Pelè. Una squadra meravigliosa che ebbe in Chinaglia il goleador più grande di tutti: miglior marcatore della storia della North American Soccer League, in sette anni segnò 193 gol in 213 partite, miglior marcatore della Nasl per 5 volte, tra il 1976 e il 1982. Vinse quattro Soccer Bowl: nel 1977, 1978, 1980 e 1982. Con il record di sette gol in una partita contro i Tulsa Roughnecks. E Chinaglia divenne talmente famoso, al punto da potersi permettere anche un tentativo musicale come cantante. Nel gennaio 2011 venne nominato ambasciatore insieme a Carlos Alberto dei New York Cosmos, sua ex squadra con cui aveva vinto quattro titoli in Usa.

LA SCOMPARSA DEL MITO GIORGIO CHINAGLIA

Alla notizia della sua scomparsa il sito dei Cosmos ha immediatamente dedicato la home page alla sua “leggenda”. Ovviamente anche la Lazio, appresa la notizia, diffuse subito una nota esprimendo il cordoglio della società: “La S.S. Lazio si unisce al cordoglio della famiglia Chinaglia per la scomparsa di Giorgio, giocatore del club biancoceleste dal 1969 al 1976 (campione d’Italia nella stagione 1973-1974), dal 1983 al 1985 fu presidente della S.S. Lazio”.  Come ogni campione ‘maledetto’ fu capace di grandi gesti che lo portarono anche a fare diversi errori, ma fatti tutti per Amore della Lazio e non come qualcuno diceva per i soldi. Quelli di certo non gli mancavano perché durante la sua carriera ne aveva guadagnati tanti e sperperati altrettanti solo per generosità.

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Spareggi Mondiali, come funzionano e contro chi giocherà l’Italia

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Spareggi Mondiali, lo 0-0 contro l’Irlanda del Nord ha condannato gli azzurri ai playoff per giocarsi un posto al mondiale. Finite ieri tutte le gare di qualificazione ora abbiamo un quadro più chiaro della situazione. Saranno 12 le squadre che parteciperanno ai playoff, le 10 migliori seconde dei rispettivi gironi e le 2 migliori della Nations League non qualificate : Italia, Portogallo, Svezia, Polonia, Scozia, Turchia, Austria, Repubblica Ceca, Galles, Russia, Ucraina e Macedonia del Nord.

COME FUNZIONANO I PLAYOFF

Le 12 nazionali saranno divise in 3 gironi da 4 squadre. Un sorteggio che si svolgerà il 26 Novembre deciderà i gironi, che saranno composti da 2 teste di serie e 2 non teste di serie. Le due teste di serie giocheranno contro le due non teste di serie in semifinale, in gara unica e le due vincitrici si sfideranno poi nella finale che sempre in gara unica, decreterà la nazionale qualificata al mondiale in Qatar. Dai 3 gironi, usciranno le ultime 3 qualificate al prossimo campionato del mondo. L’Italia è testa di serie, saranno 6 le teste di serie che quindi non potranno incontrarsi alla prima partita, oltre all’Italia troviamo Portogallo, Scozia, Russia, Svezia e Galles.

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Immobile Italia, viene criticato, ma mancano i suoi gol, è veramente lui il problema di questa Nazionale ?

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Immobile Italia. A Belfast va in scena una brutta serata per la nostra Nazionale che viene fermata dall’Irlanda del Nord e superata nel girone dalla Svizzera. Il tutto si traduce con gli elvetici ai mondiali e noi almeno per ora no. Dovremmo ricorrere agli spareggi come nel 2017. Due partite, un solo gol di un terzino. La colpa è quindi di Immobile ? Aspramente criticato, ma l’unico in grado di segnare. Capocannoniere in Serie A e unico Italiano in doppia cifra, miglior marcatore ad oggi di questa Italia.

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LA LAZIO OMAGGIERA’ GALEAZZI CONTRO LA JUVENTUS

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Sarri boccia Muriqi, contro la Juventus pronto un modulo inedito

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Sarri boccia Muriqi, a meno di 1 settimana dal match dell’Olimpico contro la Juventus, vengono costantemente monitorate le condizioni di Ciro Immobile. In caso di forfait, il tecnico toscano ex della partita è pronto a stravolgere l’attacco biancoceleste con un modulo inedito. Addio punta di peso e benvenuto falso 9. Le prove non convincenti del Kosovaro lo avrebbero convinto a valutare questa nuova opzione. L’interprete del ruolo dovrebbe essere uno tra Pedro, ruolo per lui già ricoperto a Barcellona e in Nazionale o Luis Alberto che giocherebbe in una posizione comunque più vicina alla porta rispetto ad ora.

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