Lazio, Vavro al Copenhagen sblocca l’indice di liquidità

La cessione di Vavro al Copenhagen servirà ai biancocelesti per risolvere i problemi con i parametri federali

Lazio Vavro
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La cessione di Vavro al Copenhagen servirà ai biancocelesti per risolvere i problemi con i parametri federali

Vavro al Copenhagen. Il centrale slovacco è vicinissimo a restare definitivamente nel club al quale è stato prestato a gennaio. L’operazione, riferisce Radiosei, dovrebbe concretizzarsi nelle prossime ore per una cifra intorno ai 6 milioni di euro. Per la felicità di tutti: a partire dal giocatore, felicissimo di ripartire da dove, nell’estate 2019, si era imbarcato in direzione della Capitale. Ma anche per la Lazio questo addio costituirà una manna dal cielo: la società utilizzerà infatti i soldi in arrivo dalla Danimarca per sistemare i conti, nuovamente alle prese con l’indice di liquidità.

VAVRO AL COPENHAGEN UNA MANNA DAL CIELO: ECCO PERCHE’

Martedì sera, proprio sul gong, da Formello sono giunti in Figc i documenti relativi al parametro, che da quest’anno fa fede per iscriversi al campionato. Il prossimo appuntamento è ora fissato per il 22 giugno, termine entro il quale i club dovranno far sì che il valore si attesti o superi quota 0,5. La Lazio per ora non ci è riuscita: le mancano circa 5 milioni per centrare l’obiettivo. Che però potrebbe essere addirittura sopravanzato se l’intero ricavato della cessione di Vavro sarà disponibile entro 12 mesi.

VAVRO AL COPENHAGEN, MA NON SOLO…

Dopodichè toccherà raggiungere lo 0,6 per poter operare in tranquillità sul mercato. A ciò dovrebbero contribuire le cessioni degli altri esuberi, Muriqi ed Escalante su tutti. Il kosovaro ha raggiunto l’intesa col Maiorca, che ora deve trovare quella con la Lazio. Al momento però c’è distanza circa la cifra da versare per il riscatto: i biancocelesti chiedono infatti sui 10 milioni, mentre gli spagnoli vorrebbero spendere un pochino meno. Per l’argentino invece si è fatto sotto il Cadice, al quale serviranno non meno di tre milioni per portarlo alla propria corte.