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Cara Lazio ogni anno è la stessa storia…

“Per quest’anno non cambiare, stessa spiaggia stesso mare…”. La Lazio perde anche a Salerno e la riflessione sorge spontanea.

Ogni anno è la stessa storia: se la Lazio disputa in contemporanea al campionato la competizione Europea, si soffre terribilmente.

E così – anche oggi – siamo qui a commentare una sconfitta in trasferta contro l’ultima in classifica che, su 13 gare disputate finora non aveva mai, dico mai, ottenuto una vittoria. Certo la cabala non giocava a nostro favore, soprattutto calcolando, scusate un po’ d’ironia, che l’avversario era una squadra campana, la Salernitana di Filippo Inzaghi che in dodici gare, fino ad oggi in 12 gare, aveva collezionato soltanto cinque pareggi e sette sconfitte e nemmeno una vittoria.

Però si sa, la fortuna aiuta gli audaci e come giustamente ha detto il nostro mister Sarri,  non si può smettere di giocare a pallone dopo essere passati in vantaggio con un calcio di rigore al 43º minuto e concedendendo praticamente tutto il secondo tempo agli avversari.

La gestione di Lotito non paga in Europa

Però non perdiamo di vista il fulcro del discorso, il mister giustamente non può parlar male dei suoi ma, una difesa composta da Lazzari, Patric, Gila (esordio da titolare dopo due anni) e Marusic non è certo da primissimi posti. Il centrocampo oggi era orfano di Luis Alberto, la luce di questa squadra, composto da Guendouzi, Cataldi e Kamada è un centrocampo che, ad oggi, anche in considerazione degli acquisti arrivati troppo tardivamente, è un centrocampo inconsistente. Per non parlare poi del tridente offensivo  dove Anderson, Immobile e Zaccagni numeri alla mano, non sono più quelli della scorsa stagione.

La storia è sempre quella: se la Lazio ha la competizione europea soffre terribilmente in campionato. Non è un’opinione ma un dato di fatto. Ormai è dal 20 luglio del 2004 che Lotito inciampa sempre sullo stesso errore.

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