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Primavera e “prima volta”: quando un tesseramento diventa rito biancoceleste

La Lazio Primavera mette nero su bianco il tesseramento di Francesco Gatto, centrocampista classe ’07. Nel calciomercato giovanile, ogni arrivo e ogni uscita raccontano continuità: la promessa passa anche dai dettagli con cui si costruisce domani, dentro lo stesso linguaggio biancoceleste.

Dal bilancio al campo: il mercato dei terzini e la Lazialità delle scelte

Tra cessioni come quella di Tchaouna e il nodo terzini (Lazzari e Pellegrini al centro di un possibile addio), la Lazio entra in una fase in cui il conto economico diventa linguaggio di rosa: sostenibilità, equilibrio e continuità tra presente e memoria.

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Spalletti lancia l’allarme: “Calciatori più attratti dal fantacalcio che dal calcio giocato”

Dal palco di Atreju, a Roma, Luciano Spalletti ha posto l’accento sull’insidia ‘virtuale’ per i calciatori.

Per il ct, in questo momento storico, prima che allenatori serve essere educatori. A suo avviso infatti far rotolare il pallone sul campo con indosso la maglia azzurra non è sufficiente.

Facciamo parte di una Nazionale – le parole riportate da Fanpage – e dobbiamo evidenziare dei valori. Far vedere che teniamo a questa maglia, che è un dono che ci viene dato“. L’importanza della casacca che si indossa contro quella che definisce “l’insidia del mondo virtuale“. L’altro che, denuncia, cerca di far distaccare i giocatori dal proprio impegno in campo.

Bisogna sentirsi parte di un popolo e di una nazione – prosegue il ct – Dare un senso alla propria vita è fondamentale e l’impegno deve essere un motivo costante e continuo nello sport e in famiglia“. La missione, aggiunge, deve essere portare in campo “il pensiero di tutti gli italiani“, oltre a “sapere dove siamo e per chi lo facciamo“. E tornando alla maglia, “dobbiamo saperla indossare bene e avere tutte le qualità di chi è chiamato a indossarla“.

Ma come portare i ragazzi fin qui? Spalletti non ha dubbi: “Serve dialogo. Dire ai ragazzi delle cose, organizzargli delle situazioni che ancora non riconoscono. Perchè sono nel bel mezzo di questa insidia del mondo virtuale, che preferiscono al mondo corporeo, fatto di tocchi e abbracci veri“. A tal proposito, evidenzia come ad alcuni “piacciono più altre cose del calcio giocato. Ad esempio il fantacalcio. Quindi bisogna fargli accorgere delle differenze“.