SERIE A

Classifica Serie A

Giornata 11
#SquadraPGDRPt
1Lazio11+1731
2Roma11+2127
3Inter10+1325
4Como 190710+1023
5Milan10+921
6Frosinone11+920
7Juventus10+317
8Bologna11+217
9Cagliari11-516
10Napoli11+314
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Caso Maignan – Punire tutte le offese non solo gli ululati, altrimenti sarebbe discriminante

Aggiungi come fonte preferita su GoogleSeguici più facilmente nelle notizie consigliate Tiene banco – ancora una volta – la questione relativa alle offese all’interno dello stadio. Adesso è il turno di Maignan, portiere del Milan, il quale durante la gara di sabato scorso giocata a Udine, ha ricevuto degli ululati...

Tiene banco – ancora una volta – la questione relativa alle offese all’interno dello stadio. Adesso è il turno di Maignan, portiere del Milan, il quale durante la gara di sabato scorso giocata a Udine, ha ricevuto degli ululati su cui poi è intervenuto l’arbitro, scatenando le solite reazioni degli “alti prelati”.

Sull’episodio si sono levate le solite, giuste direi, riflessioni. In primis siamo vicini al giocatore, all’uomo e all’atleta perché è stato offeso. Ora però c’è da capire ed è qui il grande dibattito, se l’offesa è contestualizzata soltanto all’interno del campo di gioco, non assumendo le caratteristiche associate al razzismo.

Bisogna anche capire che quell’offesa è atta solamente a innervosire l’atleta a vantaggio dei propri giocatori (che infatti seppur di origine africana, non vengono minimamente insultati, ma anzi vengono incitati). E poi bisogna fare dei distinguo: chi dice che l’insulto è razzista? Sicuramente non il giornalista politicizzato.

Il razzismo, secondo la definizione data anche dalla Treccani è una “Ideologia, teoria e prassi politica e sociale fondata sull’arbitrario presupposto dell’esistenza di razze umane biologicamente e storicamente «superiori», destinate al comando, e di altre «inferiori», destinate alla sottomissione, e intesa, con discriminazioni e persecuzioni contro di queste, e persino con il genocidio, a conservare la «purezza» e ad assicurare il predominio assoluto della pretesa razza superiore“. E non mi sembra questo il caso accaduto a Udine o in qualsiasi altro impianto sportivo, in quanto l’ululato non rientra assolutamente in questa casistica. L’ululato è oggettivamente fare il verso a una persona che è simile a un mammifero primato. La nostra specie deriva da questi mammiferi. Tutto qua. Deriviamo dalle scimmie.

Il ‘giochetto‘ che fanno alcuni giornalisti (purtroppo un classico della comunicazione politica) è etichettare le azioni contrarie al proprio punto di vista in base al loro credo politico. Giusto per citare qualche esempio: se critichiamo la politica estera di Israele siamo antisemiti; se critichiamo un giocatore africano siamo dei razzisti e via discorrendo. Non è così. L’ululato è un’offesa alla pari di “Vesuvio lavali col fuoco“; “Genova puzzi di pesce“; “Siete tutti i calabresi“; “Sei venuto col gommone; “Laziale burino” e “Zingaro di Mer**” ecc…

Da Udine a Palermo, l’offesa negli stadi è una brutta ma ormai consolidata tradizione. Sarebbe il caso di eliminarla dalle tribune una volta per sempre insegnando la cultura del Pro e non dell’Anti. Ma come si fa, se il contesto è quello odierno, dove l’offesa regna sovrana dappertutto. E poi il calcio non è più solo sport, dagli anni ’70 con l’avvento delle prime trasferte e la nascita dei gruppi di tifosi organizzati. Se nel calcio girano milioni di euro è anche per via di un’esaltazione tribale senza eguali. Il calcio ha da parecchio travalicato i confini prettamente sportivi diventando costume, appartenenza e identità sociale.

Ecco che quindi l’insulto è pura maleducazione se è gridato soltanto per innervosire l’altra tifoseria o il giocatore dell’altra squadra. Se dobbiamo punire l’ululato dobbiamo punire e sanzionare tutti gli altri insulti, altrimenti non sarebbe un giusto e – paradossalmente – diventerebbe in quel caso un discorso veramente razzista, perché si andrebbe a vietare soltanto un tipo di offesa mentre tutte le altre rimarrebbero impunite.

Come si fa a dire “fuori i razzisti dallo stadio“? Sono frasi dette così, senza nessun nesso logico, perché nel 2024 questo fenomeno tipico dell’Ottocento è ormai ampiamente sparito, anche perché altrimenti tutti i ‘bibitari’ che lavorano all’interno dello stadio avrebbero gravi problemi e non mi pare arrivino notizie in merito. Non è che una persona è razzista a fasi alterne.

L’ululato è un’offesa come ce ne sono tante all’interno di uno stadio. Andrebbero tutte sanzionate. Il problema però è che lo stadio è da sempre un luogo popolare e il calcio lo sport più popolare, non certo una biblioteca. Allo stadio si urla e si grida, si canta e si strilla. Questo non significa assolutamente che giustifichiamo l’ululato ma, sospendere una partita perché 10, 100 o 1000 persone facciano l’ululato mi sembra esagerato.

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