28 ottobre 1979, una data ben scolpita nella mente dei tifosi della Lazio. Quel giorno di 45 anni fa a Roma si giocava un derby e in Curva Nord successe l'irreparabile. Nell'attesa del fischio d'inizio Vincenzo Paparelli, in compagnia di sua moglie, come un normale tifoso stava mangiando un panino.
ALL'IMPROVVISO LA TRAGEDIA
A un certo punto dalla curva dei romanisti partono
tre razzi di segnalazione. Due finiscono fuori dagli spalti dopo un lungo zig-zag, il terzo prende la direzione della Curva Nord e fu fatale. Non un zig-zag verso il cielo ma una
linea retta di quasi 150 metri che colpì
Paparelli in pieno volto conficcandosi dentro un occhio. Per la famiglia purtroppo fu la tragedia. A nulla servirono i soccorsi dei tifosi laziali presenti e successivamente dell'ambulanza che lo portò di corsa al Santo Spirito dove arrivò cadavere. Fu una
tragedia in una giornata in cui si giocava semplicemente un
derby. Una partita che poi non si sarebbe dovuta giocare fra la tanta la rabbia dei tifosi laziali. Il colpevole era un ragazzo di soli 18 anni, tale
Giovanni Fiorillo, di professione pittore edile disoccupato. Anche la sua vita, in un modo o nell'altro, fu segnata perché da allora prima fu latitante in Svizzera poi, stretto dal rimorso, si costituì venendo
condannato a 14 anni di reclusione. Nel 1993 morì per un male incurabile.
IL RICORDO INFANGATO
Vincenzo Paparelli purtroppo
non è morto solo quel maledetto giorno di 45 anni fa ma succede ogni volta che si sente un
coro o si trova una scritta infamante recante la firma del tifo giallorosso. Negli anni infatti i pseudo tifosi dell'altra sponda del Tevere si sono divertiti a oltraggiare la
memoria di Vincenzo con cori (10-100-1000 Paparelli) e scritte oltraggiose sui muri di Roma. Ormai non si contano neanche più. Perché quando qualche buon tempone giallorosso ha avuto o ha bisogno di far parlare di se riapre una ferita in una famiglia che quel giorno perse la sua figura guida. Nel 2001 l'omaggio dei tifosi laziali con la
targa posta dinanzi alla
Curva Nord.
Davanti alla sua Curva. Affissa per tutti i tifosi che transitano, romanisti o anche di altre squadre.
PER NON DIMENTICARE! La bravata di un diciottenne che costò la vita a un padre di famiglia di appena 33 anni.
SEGUICI ANCHE SU GOOGLE EDICOLA, TWITTER E FACEBOOK
LACRONACADIROMA.IT – SEGUI ANCHE LA NOSTRA PAGINA FACEBOOK
28 ottobre 1979, una data ben scolpita nella mente dei tifosi della Lazio. Quel giorno di 45 anni fa a Roma si giocava un derby e in Curva Nord successe l'irreparabile. Nell'attesa del fischio d'inizio Vincenzo Paparelli, in compagnia di sua moglie, come un normale tifoso stava mangiando un panino.
ALL'IMPROVVISO LA TRAGEDIA
A un certo punto dalla curva dei romanisti partono
tre razzi di segnalazione. Due finiscono fuori dagli spalti dopo un lungo zig-zag, il terzo prende la direzione della Curva Nord e fu fatale. Non un zig-zag verso il cielo ma una
linea retta di quasi 150 metri che colpì
Paparelli in pieno volto conficcandosi dentro un occhio. Per la famiglia purtroppo fu la tragedia. A nulla servirono i soccorsi dei tifosi laziali presenti e successivamente dell'ambulanza che lo portò di corsa al Santo Spirito dove arrivò cadavere. Fu una
tragedia in una giornata in cui si giocava semplicemente un
derby. Una partita che poi non si sarebbe dovuta giocare fra la tanta la rabbia dei tifosi laziali. Il colpevole era un ragazzo di soli 18 anni, tale
Giovanni Fiorillo, di professione pittore edile disoccupato. Anche la sua vita, in un modo o nell'altro, fu segnata perché da allora prima fu latitante in Svizzera poi, stretto dal rimorso, si costituì venendo
condannato a 14 anni di reclusione. Nel 1993 morì per un male incurabile.
IL RICORDO INFANGATO
Vincenzo Paparelli purtroppo
non è morto solo quel maledetto giorno di 45 anni fa ma succede ogni volta che si sente un
coro o si trova una scritta infamante recante la firma del tifo giallorosso. Negli anni infatti i pseudo tifosi dell'altra sponda del Tevere si sono divertiti a oltraggiare la
memoria di Vincenzo con cori (10-100-1000 Paparelli) e scritte oltraggiose sui muri di Roma. Ormai non si contano neanche più. Perché quando qualche buon tempone giallorosso ha avuto o ha bisogno di far parlare di se riapre una ferita in una famiglia che quel giorno perse la sua figura guida. Nel 2001 l'omaggio dei tifosi laziali con la
targa posta dinanzi alla
Curva Nord.
Davanti alla sua Curva. Affissa per tutti i tifosi che transitano, romanisti o anche di altre squadre.
PER NON DIMENTICARE! La bravata di un diciottenne che costò la vita a un padre di famiglia di appena 33 anni.
SEGUICI ANCHE SU GOOGLE EDICOLA, TWITTER E FACEBOOK
LACRONACADIROMA.IT – SEGUI ANCHE LA NOSTRA PAGINA FACEBOOK