Lazio, Claudio Lotito: “Prima c’erano Berlusconi e Agnelli, ma io ho dimostrato altro”




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Il presidente della Lazio, Claudio Lotito, è tornato a parlare agli Stati Generali dello sport. Il senatore di Forza Italia ha toccato temi che riguardano la Lazio e gli stadi in Italia.

Possiamo parlare ancora di progetti ma non c’è più tempo: bisogna capire subito quali sono le necessità urgenti e medio e lungo termine, rimboccarci le maniche e lavorare. Ormai manca il rispetto delle regole delle istituzioni ma i problemi, in generale, nascono sempre dal punto di vista organizzativo, come per quanto riguarda la costruzione di nuovi impianti sportivi. La Lazio era una società con 550 milioni di debiti, mentre oggi ha un patrimonio immobiliare di 300 milioni con una grande organizzazione. Nel calcio quando sono arrivato c’era il gotha dell’imprenditoria italiana, da Agnelli a Berlusconi, ma io ho dimostrato che i soldi non sono tutto. Ma bisogna distinguere lo sport di base da quello professionistico, con normative funzionali all’uno e all’altro. Perchè è un errore fare norme che valgono sia per i professionisti che per lo sport di base, una cosa che crea dei danni perchè le esigenze sono diverse. Sicuramente lo Stato si deve occupare di promuovere lo sport di base, dotando le scuole di palestre, per evitare che i ragazzi vadano in mezzo alla strada, con un ruolo sociale sul territorio. Ma chi deve amministrare deve conoscere i problemi. La Lazio è sempre stata indicata come una squadra antisemita, ma ho appena firmato un accordo con la squadra israeliana del Maccabi perchè il calcio è anche inclusione“.