Da Lele Adani a Tonali passando per Udogie. L’Italia calcistica (e non solo) è finita.

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Da Lele Adani a Tonali, passando per Udogie, con Acerbi che rifiuta la convocazione e Gabbia (scarso vero), difensore centrale k.o. e Rugani che viene chiamato all’ultimo minuto. Prima, la colpa della crisi dell’Italia era solo di Ciro Immobile, ma ora Re Ciro non gioca più con gli azzurri e allora di chi la maggior responsabilità di questo inarrestabile declino?

Norvegia 3 Italia 0

Dopo la vergognosa sconfitta patita contro la Norvegia, tre a zero alla fine del primo tempo, l’Italia di Luciano Spalletti mostra tutta la sua decomposizione: tattica, organizzativa e identitaria. Il triste epilogo di un sistema calcio che pensa solamente agli interessi personali. È dal 2014 che l’Italia non gioca il mondiale, rendiamoci conto! Parliamoci chiaro – senza peli sulla lingua – Udogie – poveraccio – buon giocatore ma non sa nulla sull’inno di Mameli. Tonali doveva essere radiato dal calcio italiano e invece è il leader del centrocampo e via dicendo.

Limite al tesseramento di calciatori stranieri in Serie A. Il confronto agli campionati.

Il dato sul tesseramento dei giocatori stranieri in Italia rispetto agli altri campionati più importanti dell’Europa e del Sudamerica è raccapricciante.

In Premier League, la percentuale di giocatori stranieri è del 58,6% e non è un caso che l’Inghilterra non vince nulla. In Bundesliga, la percentuale è del 49,7%, in Ligue 1, la percentuale è del 41,8% e in Liga, la percentuale è del 37%. Se attraversiamo l’Oceano Atlantico, notiamo che in Brasile la percentuale di calciatori stranieri nel campionato è del 20,7%. Questo significa che su 671 giocatori totali, 139 sono stranieri. Mentre la Primera División argentina è caratterizzata da una percentuale di calciatori stranieri relativamente bassa rispetto a molti altri campionati europei. La percentuale di stranieri in Primera División argentina è solitamente tra il 15% e il 20% del totale dei giocatori. 

La serie A è un campionato pieno zeppo di stranieri che non valorizza in nessun modo i calciatori italiani, come avveniva negli anni ’90 dove il tetto massimo di 3 giocatori fuori dai confini nazionali tutelava il nostro vivaio.

Se continuiamo a dire “Sì signore” e far finta di niente, piegandoci a pecora davanti alla comunicazione ufficiale della RAI e dei giornali mainstream, faremo la parte dei complici e laziochannel non vuole legarsi a questa schiera. La colpa non è dei ragazzi scesi ieri in campo, ma della politica che gestisce il sistema calcio.

I rappresentanti del Consiglio della Lega Serie A e della FIGC devono intervenire drasticamente per salvare un malato terminale. L’Italia.

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