La Lazio rischiava di perderlo: ora è lui a tenere in piedi la squadra

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Il ritorno di Maurizio Sarri sulla panchina della Lazio ha portato ben più che serenità nello spogliatoio biancoceleste: ha riacceso la scintilla di Mattéo Guendouzi, centrocampista francese classe ’99 che ora sorride di nuovo, e lo fa con convinzione. È felice, motivato, centrale nel progetto tecnico e legato a doppio filo al “Comandante”. La sua energia sembra riflettersi sull’intera squadra, riportando entusiasmo e unità in un gruppo che aveva vissuto mesi di incertezza.

A fine stagione, con la Lazio a rischio esclusione dalle competizioni europee, Guendouzi aveva lasciato intendere qualche perplessità. Ma le prospettive sono cambiate: con il ritorno di Sarri, tutto ha preso una piega diversa. Guendouzi non ha mai nascosto la sua stima per l’allenatore: «Con Sarri mi diverto e amo il suo gioco. Mi ha fatto crescere come nessun altro tecnico».

A Castiglione della Pescaia, durante il ritiro estivo, Sarri ha descritto Guendouzi con la sua solita schiettezza: «Ha bisogno del guinzaglio perché non riesce a fermarsi, deve sempre andare oltre, ma è un animale contagioso per chi gli gioca accanto». Una definizione colorita, ma estremamente rappresentativa.

La clausola rescissoria da 50 milioni, in scadenza il 31 luglio, non fa più paura. Guendouzi è concentrato, integrato e pronto a prendersi la Lazio sulle spalle. L’interesse della Premier? Resta sullo sfondo, ma oggi non è più una minaccia. È solo il segnale di quanto il suo valore stia crescendo, e di quanto, alla Lazio, non abbiano alcuna intenzione di farselo sfuggire.