Sarri studia il 4-2-3-1 per la Lazio: pronto a scongiurare il solito pasticcio sul campo

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La Lazio valuta il 4-2-3-1 per l’avvio di stagione: un modulo familiare con incognite da risolvere. #Lazio #SerieA #TatticaCalcio

Chissà se il cambio di schema riuscirà a bilanciare esperienza e novità per la Lazio? Con il debutto in campionato che si avvicina, il tecnico sta ponderando l’adozione del 4-2-3-1, un sistema tattico già ben conosciuto dalla squadra, ma non senza qualche dubbio interno che potrebbe influenzare l’andamento iniziale.

Il timore di Maurizio Sarri è quello di creare confusione nei giocatori della Lazio a poche settimane dal debutto in campionato, rischiando che mischiare le carte dopo soli venti giorni di preparazione possa rivelarsi controproducente. Proprio per questo, un ritorno al 4-2-3-1, utilizzato in passato, appare una opzione realistica, con Dele-Bashiru pronto a brillare come trequartista grazie alle sue doti fisiche e alla sua abilità nel progredire palla al piede.

Se invece si optasse per il 4-3-3, le scelte a centrocampo si complicano. Tra le alternative spicca Vecino, che a 34 anni sfoggia ancora un’ottima forma realizzativa, o uno tra Cataldi e Rovella per il ruolo di regista, in un ballottaggio che potrebbe diventare una costante e aggiungere tensione alla formazione titolare.

A rendere le cose ancora più intricate ci pensano gli infortuni: Isaksen è out da giorni per mononucleosi, mentre Patric dovrà fermarsi almeno un mese a causa di una lesione al retto femorale sinistro, lasciando il tecnico con meno opzioni per rinforzare la difesa e il centrocampo.

Tuttavia, una nota positiva emerge con il rientro di Boulaye Dia, che potrebbe essere in campo già stasera dopo l’infortunio, offrendo nuova energia a un attacco che ha faticato nelle amichevoli iniziali. Il duello con Taty Castellanos per il posto da punta è acceso, e difficilmente si ripiegherà su una doppia punta come in passato, anche se tutti i piani tattici restano fluidi e soggetti a evoluzioni.