Maurizio Sarri torna a far parlare di sé con dichiarazioni incisive, destinate a riaccendere il dibattito attorno alla sua Lazio, deludente nell’esordio contro il Como. Alla vigilia di Lazio Verona, il tecnico biancoceleste ha ribadito il concetto di fondo che accompagna la sua carriera: il suo calcio non si snatura.
Agli occhi degli appassionati rimane, come una fotografia impressa nella mente, il suo gioco scintillante in quel di Napoli dal 2015 al 2018. Successivamente, si è passati dalla teoria ai fatti: con la conquista dello Scudetto con la Juventus e dell’Europa League tra le file del Chelsea, attuale Campione del Mondo.
“Ho uno stile ben definito: mi conosce tutta Europa da almeno 15 anni”
ha sottolineato Sarri, quasi a voler rimarcare che il suo metodo di lavoro non è frutto di improvvisazione, ma di un percorso consolidato. Da Empoli alla Juventus, fino alle esperienze all’estero con i blues, il “Sarrismo” è diventato marchio di fabbrica, riconoscibile per intensità, palleggio e idee offensive.
Attualmente un po’ snaturato, il tecnico toscano ha voluto ribadire la sua posizione in tal merito.
La frase successiva è quella che fa rumore:
“Se la squadra non è adatta a me, ha sbagliato chi mi ha chiamato”
Un messaggio diretto, che sembra andare oltre la semplice analisi tecnica. Da un lato, la consapevolezza di non voler snaturare il proprio credo calcistico. Dall’altro, una possibile frecciata alla società, come a voler sottolineare la sua mancanza di responsabilità in caso di fallimento, data la rosa fatto ad hoc non per lui ma per mister Baroni nella passata stagione.
Parole che inevitabilmente aprono scenari di riflessione: la Lazio seguirà fino in fondo la strada di Sarri, o il progetto rischia di arrivare a un bivio già nelle prossime settimane?
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