Il Flaminio: il sogno proibito per il nuovo stadio della Lazio? #LazioStadio #FlaminioRoma #CalcioItaliano
Il dibattito sul nuovo stadio della Lazio è più vivo che mai, con i tifosi biancocelesti che sognano un impianto tutto loro nel cuore di Roma. Tra le opzioni sul tavolo, lo storico Stadio Flaminio resta un’idea affascinante, ma piena di ostacoli che tengono tutti con il fiato sospeso. Cosa potrebbe davvero rendere possibile questa rinascita, o spingerà la squadra verso alternative inaspettate?
A intervenire sulla questione è stato l’architetto Lorenzo Busnengo, un esperto di progettazione urbanistica e impianti sportivi, nonché ex consigliere dell’Ordine degli Architetti di Roma. Durante un’intervista a Radio Roma Sound, ha analizzato lo stato attuale del Flaminio e le sfide per un eventuale progetto del nuovo stadio della Lazio, offrendo insight che fanno riflettere sulla complessità del tema.
«Flaminio suggestivo ma complicato»
In questa dichiarazione, Busnengo ha sottolineato quanto lo stadio rappresenti un simbolo per Roma e la storia dello sport italiano. «Il Flaminio è un impianto di valore architettonico e storico, ma presenta criticità tecniche e vincoli normativi stringenti. Riqualificarlo per ospitare il nuovo stadio della Lazio è un’ipotesi suggestiva, ma servirebbe un grande lavoro di mediazione tra le esigenze del club, i limiti strutturali e le norme di tutela», ha spiegato l’architetto, evidenziando le barriere che rendono l’impresa tutt’altro che semplice.
Mentre la Lazio valuta tutte le possibilità, il desiderio del presidente Lotito di riportare il Flaminio ai tifosi non si è affievolito, anche se le complicazioni potrebbero aprire la porta a location alternative. La tifoseria, intanto, aumenta la pressione: un stadio di proprietà è visto come essenziale per il futuro economico e identitario del club, rendendo questo progetto un vero punto di svolta per la squadra biancoceleste.
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