Cara Lazio, a Verona tutta Roma è qua per te

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VERONA – Il treno parte da Bologna spedito, destinazione Verona. Senza qualche intoppo arriviamo con 48 minuti di ritardo per un guasto all’impianto elettrico.

Scendo dalla vettura, prendo una bella E Bike del servizio “Verona Bike” – costo giornaliero di 2 euro e mi dirigo verso il ristorante “Pane e Vino”. Vi consiglio vivamente il menù degustazione che non ho potuto fare perché da solo.

Il risotto all’Amarone è una vera chicca, insieme al Vinappeso un prosciutto cotto dentro l’Amarone da un sapore unico e autentico. Dopo pranzo prendo possesso della mia stanza presso l’Hotel Verona a pochi passi dall’omonima Arena. Poi si vola verso lo stadio, una pinta insieme ai “butei” veronesi e poi con il fratello Riccardo insieme alla sua ragazza Alessandra venuti fino a qui per festeggiare il suo compleanno.

La Curva Nord ci regala un’altra perla

“Tutta Roma è qua per te” Poi si srotola la scenografia con tutti i quartieri di Roma, lo sguardo e il sorriso di Sarri verso il settore ospiti sono l’emblema di un legame indissolubile tra il tecnico e il suo popolo. La vittoria su autorete è il giusto premio di chi ha deciso, ancora una volta, di dedicare ore di sonno e fatica a un’idea chiamata Lazio. Per me Verona è sempre un tuffo al cuore, mi ricordo mio nonno quando all’età di 4 anni mi portava con il canotto sul Lago di Garda.

Un veloce bacio a Giulietta e poi, alle 5.18 di lunedì, sul treno destinazione Bologna. Guardando fuori dal finestrino ho ripensato a tutti i miei fratelli e sorelle che condividono con me una passione eterna da tramandare di padre in figlio da qui all’eternità. Ripensando a loro e alle 3 ore di sono mi sono detto: “Ne è valsa la pena”. Ora lunedì si gioca in casa contro il Como, un’altra battaglia da vivere sugli spalti sempre con lo stesso spirito e quell’orgoglio di essere dei maledetti laziali.

di Federico Terenzi