Smaltita la trance agonistica di ieri, cerchiamo di capire cosa ha funzionato nella partita della Lazio e cosa, invece, non è andato per le rette. Ancora una sconfitta in un big match per la squadra di Maurizio Sarri, nella gara della 18esima giornata contro il Napoli, campione d’Italia in carica, giocata in casa.
La Lazio continua il suo periodo negativo: il bilancio
Si tratta della terza gara senza vittoria consecutiva, come già accaduto nei pareggi per 0 a 0 e 1 a 1 contro Cremonese e Udinese. Al nefasto bilancio si aggiunge un problema più profondo: la Lazio non segna, ma, soprattutto, non crea occasioni da gol concrete.
Nelle ultime tre gare, Mattia Zaccagni e compagni hanno centrato solamente tre volte lo specchio della porta avversaria, un dato decisamente preoccupante. In passato, Sarri costruiva la sua mole di gioco esclusivamente sul dato del possesso palla e dei tiri in porta; la tendenza attuale sembra andare in controcorrente, visto che i biancocelesti restano una delle migliori difese del torneo, avendo subito solamente 14 reti nell’arco delle 17 gare disputate.
Perché non si riesce ad invertire la rotta?
La squadra di Sarri ha numerose attenuanti: infortuni, squalifiche e spinose situazioni legate al calciomercato. L’aver affrontato una rosa più tecnica non ha sicuramente aiutato. Non a caso, anche la squadra di Antonio Conte ha numerosi infortuni, alcuni dei quali pesanti: Meret, Beukema, Anguissa, De Bruyne e Lukaku. La differenza, però, l’ha fatta l’organizzazione e la qualità individuale dei vari Neres ed Hojlund.
Insomma, troppo Napoli per una Lazio inerme, sia da un punto di vista tecnico che mentale. Il nervosismo, alla lunga, ha vinto sulla ragione, come dimostrano le espulsioni di Noslin e Marusic, entrambe frutto di interventi evitabili. La squadra di Mau appare stanca fisicamente e psicologicamente.
Le reti di Spinazzola e Rrhamani sono arrivate entrambe a difesa praticamente schierata. Inaccettabile per una squadra della caratura della Lazio. Si può discutere o meno sull’arbitraggio, ma il punto fondamentale rimane un altro: la Lazio deve ritrovare serenità.
Come uscire dalla crisi?
Il calciomercato potrebbe ridare fiducia ad un ambiente emotivamente a terra. La Lazio, al momento, si trova a quota 24 punti in campionato, al nono posto. Seguono Atalanta e Bologna, distanti rispettivamente uno e due punti, mentre Sassuolo e Torino rimangono appena dietro.
Non la classifica migliore, considerando l’obiettivo minimo della società: rientrate in un posto europeo. Con la nuova concorrenza agguerrita di Como e Bologna, negli anni, sarà sempre più complicato rientrare, con facilità, come accadeva negli anni precedenti, nelle zone alte della classifica. Che futuro spetterà a questa squadra? Lo scopriremo solo vivendo.
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